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Calcio: Inter, Mourinho non perdona, Adriano resta a casa

Mourinho non perdona Adriano che resta a casa per la quarta partita consecutiva (Fiorentina, image Reggina, Anorthosis e Udinese). Prosegue quindi la linea dura, nonostante a parole l'allenatore nerazzurro mostri segnali d'apertura verso il brasiliano: "Adriano deve fare quello che ha fatto questa settimana: arrivare puntuale, allenarsi bene, lavorare duro, riposare e vivere come un professionista. Sicuramente giocherà di nuovo".

Oltre a non aver condiviso il comportamento dell'attaccante brasiliano, José Mourinho continua a non condividere le idee di parte della stampa: "Voi sostenete che subiamo gol per colpa del modulo che prevede troppi attaccanti, io invece sostengo che abbiamo commesso errori individuali. Cinque dei sei gol subiti nelle ultime due gare sono dovuti da nostri errori. Non vedo problemi difensivi". L'allenatore dell'Inter prova poi a dare una spiegazione del brutto pareggio di Cipro: "Abbiamo passato due giorni in un clima rilassato e di festa. Non abbiamo sentito la tensione della gara e l'aggressività sportiva dei tifosi, cosa che in genere preferisco, comunque se vinciamo la prossima partita, saremo qualificati come primi nel girone".

Ma non è finita perché Mourinho stuzzica ancora una volta i giornalisti: "Visto che vi piace parlare di numeri, se vogliamo essere pragmatici, siamo primi in Champions League e secondi in classifica a un punto dalla prima. Se fate dei paragoni che siano onesti e non speculativi, confrontate la mia Inter con la prima di Mancini e non con l'ultima". Il tecnico di Setubal apre poi un foglietto e snocciola dati: "Dopo 10 gare, Mancini aveva 14 punti, noi ne abbiamo 21, 7 in più". Sempre per essere onesti, si potrebbe aggiungere che Milan e Juventus in quell'anno erano probabilmente più forti di oggi, mentre l'Inter non era certo la corazzata attuale, sia dal punto di vista del gioco che della rosa a disposizione. Il tecnico portoghese ha poi un chiaro vantaggio: Moratti gli ha consegnato le chiavi di una fuoriserie rodata, collaudata ed anzi migliorata con gli innesti voluti fortemente dall' allenatore.

Mourinho però sa bene che non è nelle condizioni di potersi lamentare: "Non devo piangere, non giochiamo come vorrei e dobbiamo lavorare per migliorarci. Ci serve tempo come lo hanno avuto gli altri allenatori: per esempio al Milan Ancelotti lavora da 7 anni, Ranieri è alla seconda stagione alla Juve. E' una situazione che non mi piace, ma la devo accettare senza piangere". Contro l'Udinese l'Inter non ha mai vinto nelle ultime quattro sfide, Mourinho vuole una prova di forza della squadra e per questo motivo sta pensando ad alcune variazioni per quanto riguarda la formazione titolare. L'ex allenatore di Chelsea e Porto sembra intenzionato a rilanciare Samuel dal primo minuto in coppia con Cordoba che rientra dopo il turno di riposo contro l'Anorthosis. Sugli esterni Maicon e Maxwell. Centrocampo confermato con Vieira, Zanetti e Cambiasso, mentre in attacco Ibrahimovic, Quaresma e Balotelli avranno il compito di impensierire la retroguardia friulana. Attenzione però a Cruz: l'argentino potrebbe essere la sorpresa della partita. 

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