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Bandiere × Champion's
l tecnico dell’Atletico ed Ex Bandiera Interista Diego Simeone è triste, ma ringrazia i suoi: "Lottato sempre, ma il Real dal secondo tempo in poi è stato migliore di noi".
Ha accarezzato il sogno Champions, dopo aver vinto la Liga. Per 93 minuti il suo Atletico era stato davanti ai cugini ricchi del Real, poi una capocciata di Sergio Ramos ha rovinato tutto. Ai supplementari il tracollo, ormai inevitabile.
La Stagione Trionfale di Diego Pablo Simeone
Ma la stagione di Diego Pablo Simeone resta trionfale. Nonostante il nervosismo del finale e le proteste continue con l’arbitro, sfociate nel litigio con Varane e l’espulsione. Il Cholo ha costruito una grande squadra dal nulla. Senza nomi altisonanti o i milioni dei vicini della casa blanca. "Il calcio è stato crudele con noi stasera - esordisce in conferenza stampa Simeone -. Nel secondo tempo il Real è stato meglio di noi, non ci ha fatto uscire dalla metà campo. Spiace per la nostra tifoseria eccezionale. Ma non dobbiamo piangere, quando si dà tutto come abbiamo fatto sempre, anche stasera, le lacrime non sono giuste. Guardiamo subito avanti. Varane? Un ragazzino. Ha tirato una pallonata verso la mia panchina e io ho avuto una reazione fuori luogo".
GODIN E GABI AMARI — Diego Godin una settimana fa al Camp Nou aveva realizzato il gol che ha regalato di fatto la Liga all’Atletico. Di testa, come col Barça, aveva battuto Casillas, portando avanti i colchoneros pure nel derby di Champions. Un’illusione. Stavolta niente festa, gode il Real. “Non so se ha vinto il migliore - dice il difensore uruguaiano -. Noi siamo stati davanti per 93 minuti, ma il calcio è così e chi alla fine alza la coppa ha sempre ragione. È stata una notte triste, spiace per la nostra fantastica tifoseria. Usciamo comunque da questa finale a testa alta. Tutti abbiamo lottato, ma non è bastato”. L’analisi di capitan Gabi è simile: “Abbiamo lottato come animali su tutti i fronti quest’anno. Ma dopo il pareggio, il Real ha meritato di vincere. Il gesto di Varane? Deve imparare a vincere, è un ragazzino (lo dirà anche Simeone più tardi ndr). Ha fatto un brutto gesto”. Tiago è triste, ma non si abbatte: “Sono orgoglioso di questa squadra”. Infine Juanfran: “Tranquilli, torneremo in finale prima o poi e ci rifaremo”.
Video. La Finale di Champion's League Atletico Madrid - Real Madrid
Champion's × news × Serie A
“Il terzo posto? Speriamo sia un sogno che possa diventare realtà”. Samir Handanovic, portiere dell’Inter, ieri ha svelato le carte. L’Inter, in cuor suo, spera ancora nel terzo posto. L’iniezione di ottimismo è arrivata grazie alle vittorie con Sassuolo e Fiorentina, che hanno ridato fiducia e grinta all’ambiente nerazzurro, mortificato da un gennaio infernale. L’arrivo di Hernanes, il recupero psicologico di Guarin, il ritorno di Icardi, la vena ritrovata sotto porta di Palacio, la solidità difensiva grazie al rigenerato Samuel. Tutti fattori che hanno ridato il sorriso a Mazzarri e al suo staff. E che rischiano di contagiare positivamente anche la rosa, prima un po’ depressa, dell’Inter.
SFRUTTARE GLI IMPEGNI DI NAPOLI E FIORENTINA – Per puntare al terzo posto, è innegabile, la squadra nerazzurra deve sperare in un calo di rendimento da parte di chi in questo momento la precede. Il Napoli, a quota 50 in classifica, ha 11 punti di vantaggio sull’Inter. La Fiorentina ne ha 5. Entrambe, però, puntano forte sull’Europa League, che tra febbraio e marzo potrebbe prosciugare energie preziose. Il Milan lo scorso anno per arrivare terzo totalizzò 72 punti. Ma dopo 24 giornate, nel 2012/13, ne aveva 41 ed era quinto in classifica, a soli tre punti, però, dalla Lazio terza. Ovvio che a Mazzarri, e all’Inter, servirebbe una vera impresa, ma le possibilità, seppur minime, ci sono.
HERNANES E GUARIN: SONO LORO I TRASCINATORI – Per tornare competitiva, l’Inter, ha assoluto bisogno di un girone di ritorno strepitoso dei suoi due colossi a centrocampo: Hernanes e Guarin. “Il Profeta” si è subito integrato alla perfezione negli schemi nerazzurri e ha già dimostrato di poter essere decisivo. Il colombiano, abbandonate le idee di partenza, si è rimesso a pieno servizio ed è pronto a prolungare il suo contratto fino al 2017. Uno stimolo non da poco.
ICARDI, MILITO, PALACIO: SERVONO I LORO GOL – Tra le prime cinque in classifica l’Inter ha il quinto attacco come gol segnati. Fino a metà dicembre i nerazzurri segnavano addirittura più della Juve capolista, poi qualcosa si è rotto e nel 2014 in campionato sono arrivate solo 5 reti. Ecco perché il ritorno al gol di Palacio e Icardi e il recupero fisico di Milito sono fondamentali per sperare in una clamorosa rimonta. Certo, Fiorentina e Napoli dovrebbero perdere parecchio terreno, ma l’Inter avrà lo scontro diretto con gli azzurri a San Siro alla 35esima e nel ritorno l’unica trasferta difficile che dovrà affrontare sarà quella con la Roma, tra due giornate. Insomma, come dice Handanovic sarebbe un sogno, ma per il popolo nerazzurro e per dare un senso al proprio campionato, l’Inter ha bisogno di crederci fino alla fine.
allenatori × Champion's × Serie A
Dopo la gara vita in casa contro il Cesena , l'Inter di Stramaccioni è in piena corsa per la Champions. Sono quattro le pretendenti ma i giocatori, Cambiasso in testa, ci credono.
Fino a qualche mese fa nessuno avrebbe pronosticato di ritrovare l'Inter al terzo posto. Oggi i nerazzurri condividono questa posizione con quattro squadre e a tre giornate dalla fine il posto Champions è ancora una grande incognita.
Quello che è cambiato in poco più di un mese, insieme all'allenatore Ranieri, è la consapevolezza nuova che si respira nello spogliatoio. Stramaccioni ha sicuramente il merito di aver rigenerato un ambiente che sembrava spento.
Alcuni dei protagonisti di ieri hanno rilasciato dichiarazioni in questo senso alla 'Gazzetta dello Sport'. Anche domenica, l'Inter, dopo aver subito il primo goal (è successo già 4 volte su sei con Stramaccioni) è ripartita e si è svegliata:"Se questo dipende dal fatto che ora ci crediamo di più? Può darsi, anche perché se giochi un primo tempo come il nostro puoi anche prendere un gol, ma resti tranquillo e convinto di poter vincere comunque" dice Cambiasso. Infatti l'Inter ha poi chiuso la gara vincendo in rimonta come già accaduto altre volte.
Alcuni dei protagonisti di ieri hanno rilasciato dichiarazioni in questo senso alla 'Gazzetta dello Sport'. Anche domenica, l'Inter, dopo aver subito il primo goal (è successo già 4 volte su sei con Stramaccioni) è ripartita e si è svegliata:"Se questo dipende dal fatto che ora ci crediamo di più? Può darsi, anche perché se giochi un primo tempo come il nostro puoi anche prendere un gol, ma resti tranquillo e convinto di poter vincere comunque" dice Cambiasso. Infatti l'Inter ha poi chiuso la gara vincendo in rimonta come già accaduto altre volte.
Champion's × news
Undici marzo 2009, Manchester-Inter 2-0. Ieri Inter-Marsiglia 2-1. Ottavi di finale, allora come adesso. In quella notte buia di Old Trafford nacque l’Inter del Triplete, lo si capì dalle parole di Josè Mourinho. Ieri quella squadra ha deposto le armi e ha alzato definitivamente bandiera bianca: finisce qui questo formidabile gruppo che ha dominato in lungo e in largo. Non è più tempo di eroi a San Siro, l’Inter cercava l’impresa e ha trovato la beffa prima ancora di sfiorare la qualificazione. Si erano aperti, i nerazzurri, un varco per i supplementari, l’ultimo cartuccia per un film a lieto fine.
allenatori × Champion's
«Sarà una bella sfida anche tra me e Deschamps: mi ha già buttato fuori dalla Champions nel 2004, lui allenava il Monaco e io il Chelsea». Claudio Ranieri la mette anche sul personale nel commentare il sorteggio che ha regalato all’Inter il Marsiglia dell’ex juventino. Il riferimento è alla beffa in semifinale, con i Blues battuti 3-1 all’andata e incapaci a Stamford Bridge di tenere il 2-0 che sarebbe valso la finale col Porto di Mourinho, che poi vincerà la coppa. Ma Marsiglia significa rivincita anche per i nerazzurri: quello stesso anno si arresero nei quarti di Coppa Uefa all’astro nascente Didier Drogba. Occhio a Lucho «Sarà una bella sfida – prosegue Ranieri -, ma conterà la condizione fisica e mentale con cui ci arriveremo. Perché poi possiamo vedercela con tutti». «Vietato sottovalutare i francesi – spiega invece capitan Zanetti -.
allenatori × Champion's
Archiviata la pratica Champions l'Inter si proietta sul campionato. Riuscira' Ranieri a colmare il GAP con la JUVE e Milan?
Vedremo. Nel frattempo godiamoci l'analisi di Xavier Jacobelli.
Champion's × Moratti
L'Inter aggiusta la Classifica di Champions con due vittorie prestigiose in trasferta Lille e Mosca. Il presidente Massimo Moratti si è espresso in questi termini: «È stata una serata interessante e importante per mille ragioni. Ci mette in condizione di ritrovare fiducia, di capire che siamo sempre noi: naturalmente c' è ancora tanto da fare, ma non così tanto quanto si poteva pensare».
Entrando più nel dettaglio: «Zarate sta entrando nella situazione e nei ritmi che lui conosce; ha bisogno di spazi, è un giocatore che sa saltare l' uomo, che ha coraggio e a noi questo serve. Ha fatto molto bene; nell' insieme il trio Sneijder-Pazzini-Zarate ha girato al meglio, poi anche Milito ha dato sicurezza, aiutando la squadra».
Bisogna capire a questo punto se queste vittorie aiuteranno la ripresa in Campionato. Il primo tempo è l' esempio da seguire: squadra corta, buona organizzazione difensiva, nessun attacco velleitario, contropiede (o ripartenza) chirurgico per far male, qualità (l' azione del gol di Pazzini).
Entrando più nel dettaglio: «Zarate sta entrando nella situazione e nei ritmi che lui conosce; ha bisogno di spazi, è un giocatore che sa saltare l' uomo, che ha coraggio e a noi questo serve. Ha fatto molto bene; nell' insieme il trio Sneijder-Pazzini-Zarate ha girato al meglio, poi anche Milito ha dato sicurezza, aiutando la squadra».
Bisogna capire a questo punto se queste vittorie aiuteranno la ripresa in Campionato. Il primo tempo è l' esempio da seguire: squadra corta, buona organizzazione difensiva, nessun attacco velleitario, contropiede (o ripartenza) chirurgico per far male, qualità (l' azione del gol di Pazzini).
Champion's × news
Tre gol per un poker. È tornata l' Inter, quella vera, quella che non si arrende mai e che vuole sempre provarci, anche quando la situazione sembra essere negativa. A certificare questa specie di rinascita è arrivata la vittoria (3-2) contro il Cska, quarto successo consecutivo nelle ultime quattro partite in Champions League a Mosca. I nerazzurri avevano vinto il 31 ottobre 2006 (1-0) nello stadio Luzhniki, ma contro lo Spartak (gol di Cruz); si erano ripetuti un anno dopo contro il Cska (2-1, con Crespo e Samuel in rimonta); si erano guadagnati la qualificazione alla semifinale ancora contro il Cska il 6 aprile 2010 (punizione di Samuel) e hanno capovolto le prospettive europee, che apparivano negative dopo la sconfitta di San Siro contro i turchi del Trabzonspor (14 settembre, 0-1), riuscendo a vincere una partita che in avvio si era messa benissimo, salvo complicarsi nella parte finale della ripresa.
Champion's
L'impresa dell'Inter non è stata sufficiente e lo si sapeva. E se anche i nerazzurri dovessero vincere tutte le rimanenti partite di Champions, il destino del calcio italiano resterebbe quello noto: siamo all'ultima stagione con quattro club nella massima competizione europea.
L'Italia perderà un posto in Champions League dalla stagione 2012-2013, l'ufficialità Uefa arriverà a giugno.
L'Italia perderà un posto in Champions League dalla stagione 2012-2013, l'ufficialità Uefa arriverà a giugno.
Champion's
Strepitosa impresa dell’Inter di Leonardo che all’Allianz Arena batte per 3-2 il Bayern Monaco qualificandosi ai quarti di finale di Champions League. Gara difficile, ostica, intensa, infinita. Al gol di Eto’o al 3′ risponde il tremendo uno due bavarese firmato Gomez-Muller nel primo tempo. Ripresa da urlo: Sneijder al 63′ fa 2-2, poi Pandev nei minuti finali regala il sigillo della qualificazione al popolo interista.
Champion's × Serie A
Se non fosse troppo pesante da sopportare per il tifo nerazzurro, verrebbe da dire: è rimasta l’Inter di Benitez. Infortuni che si rincorrono, gol subiti che pesano e, se il Milan oggi aumenterà il vantaggio a sette punti, stessa situazione di ripartenza quando Leonardo ha preso in mano la squadra. I più arguti obietteranno che, allora, i punti erano 13, oggi sarebbero solo 7. Ma è vero che c’erano in stand by le due partite, con Cesena e Fiorentina, che hanno fruttato 6 punti a Leo, ma potevano fruttarli anche a Benitez. Soprattutto se avesse goduto dell’imponente rafforzamento che Moratti ha regalato al nuovo allenatore.
Calciatori × Champion's
Un'Inter sontuosa per un'ora, poi il blackout. Ma Marco Materazzi, anima dello spogliatoio nerazzurro, oggi torna a farsi sentire dalle pagine del suo sito, Marcomaterazzi.it, e mostra tutta la positività che rimane per quei sessanta minuti di spettacolo: "E’ vero, ci siamo lasciati andare un po’ nel finale, ma avete visto che Inter almeno per un’ora? E avete visto che bella classifica in Champions League? Se impariamo la lezione di quegli ultimi minuti, questa vittoria con il Tottenham resterà nelle nostre teste come una grande dimostrazione di forza e di efficacia offensiva. Per me, anche come una bella, l’ennesima, dimostrazione di affetto da parte dei miei tifosi, che continuano a regalarmi momenti di carriera, e di vita, che non hanno prezzo". Da qui, il numero 23 nerazzurro, sempre più legato alla sua Inter, parte con il racconto: "Ero in panchina e la curva si è messa a cantare “Tutti pazzi per Materazzi”: quel coro, per me, anche se non ero in campo, mi ha confermato che nel nostro rapporto c’è qualcosa che va al di là di quanto e come gioco. E sono queste le cose che mi fanno andare ogni giorno alla Pinetina contento di essere un giocatore dell’Inter e di dare il mio contributo, qualunque esso sia, per vincere ancora insieme".
Un messaggio davvero splendido, che fa capire come il rapporto con la tifoseria interista sia ancora più che solido per Marco. Nonostante ormai giochi davvero molto poco, Matrix è sempre nel cuore degli interisti, e va escluso un suo addio a gennaio come si vociferava fino a qualche mese fa. Gli Stati Uniti vanno bene per le vacanze, Materazzi è e resterà il guardiano della fede nerazzurra.
tuttomercatoweb.com
Un messaggio davvero splendido, che fa capire come il rapporto con la tifoseria interista sia ancora più che solido per Marco. Nonostante ormai giochi davvero molto poco, Matrix è sempre nel cuore degli interisti, e va escluso un suo addio a gennaio come si vociferava fino a qualche mese fa. Gli Stati Uniti vanno bene per le vacanze, Materazzi è e resterà il guardiano della fede nerazzurra.
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Champion's × Curiosita'
Ancora una vittoria su Rai1 ieri, mercoledi' 20 ottobre, per lo show musicale ''Ti lascio una canzone'' condotto da Antonella Clerici, che e' stato il programma piu' visto in prima serata con 5 milioni 188mila telespettatori e il 20.35 di share.
Rai1 si conferma la rete leader del prime time con 5 milioni 761mila telespettatori e il 19.61 di share, della seconda serata con il 19.34 e delle 24 ore con il 21.09.
Su Rai2 la partita di Champions League tra Inter e Tottenham ha ottenuto in media un ascolto di 4 milioni 36mila telespettatori pari al 13.75 di share. In particolare, il primo tempo e' stato seguito da 4 milioni 465mila telespettatori con il 15.02 di share, il secondo da 3 milioni 616mila pari al 12.48.
In prima serata su Rai3 ascolti record per la trasmissione di servizio ''Chi l'ha visto?'', che e' stata seguita da 4 milioni 373mila telespettatori e ha registrato il 15.73 di share.
Nell'access prime time sempre grande interesse per il game show di Rai1 ''Soliti ignoti'', visto da 6 milioni 3mila telespettatori con il 20.50 di share.
In totale, Rai ha vinto nettamente il prime time con 13 milioni 853mila telespettatori e il 47.15 di share e l'intera giornata con una percentuale del 43.18.
In seconda serata su Rai1 ''Porta a porta'' ha ottenuto il 13.42 di share con 897mila telespettatori e il 21.40 di share. Su Rai2 la rubrica di Rai Sport ''Novantesimo Minuto Champions'' e' stata seguita da 1 milione 680mila telespettatori con il 7.63 di share. La puntata di ''Parla con me'', su Rai3, ha realizzato un ascolto pari a 1 milione 169mila telespettatori e uno share del 7.25.
Da segnalare nel pomeriggio di Rai1 ''La vita in diretta'' che nella prima parte ha registrato il 32.37 di share con 2 milioni 889mila telespettatori e nella seconda 3 milioni 457 con il 30.95. Leader del preserale si conferma ''L'Eredita''' che ha ottenuto con ''La sfida dei 6'' il 27.24 pari a 4 milioni 872mila telespettatori, saliti nella sfida finale a 6 milioni 525mila con il 28.76.
asca.it
Rai1 si conferma la rete leader del prime time con 5 milioni 761mila telespettatori e il 19.61 di share, della seconda serata con il 19.34 e delle 24 ore con il 21.09.
Su Rai2 la partita di Champions League tra Inter e Tottenham ha ottenuto in media un ascolto di 4 milioni 36mila telespettatori pari al 13.75 di share. In particolare, il primo tempo e' stato seguito da 4 milioni 465mila telespettatori con il 15.02 di share, il secondo da 3 milioni 616mila pari al 12.48.
In prima serata su Rai3 ascolti record per la trasmissione di servizio ''Chi l'ha visto?'', che e' stata seguita da 4 milioni 373mila telespettatori e ha registrato il 15.73 di share.
Nell'access prime time sempre grande interesse per il game show di Rai1 ''Soliti ignoti'', visto da 6 milioni 3mila telespettatori con il 20.50 di share.
In totale, Rai ha vinto nettamente il prime time con 13 milioni 853mila telespettatori e il 47.15 di share e l'intera giornata con una percentuale del 43.18.
In seconda serata su Rai1 ''Porta a porta'' ha ottenuto il 13.42 di share con 897mila telespettatori e il 21.40 di share. Su Rai2 la rubrica di Rai Sport ''Novantesimo Minuto Champions'' e' stata seguita da 1 milione 680mila telespettatori con il 7.63 di share. La puntata di ''Parla con me'', su Rai3, ha realizzato un ascolto pari a 1 milione 169mila telespettatori e uno share del 7.25.
Da segnalare nel pomeriggio di Rai1 ''La vita in diretta'' che nella prima parte ha registrato il 32.37 di share con 2 milioni 889mila telespettatori e nella seconda 3 milioni 457 con il 30.95. Leader del preserale si conferma ''L'Eredita''' che ha ottenuto con ''La sfida dei 6'' il 27.24 pari a 4 milioni 872mila telespettatori, saliti nella sfida finale a 6 milioni 525mila con il 28.76.
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Champion's × speciali
Diretta Champion's League Bayern - Inter.
Salve a tutti. Purtroppo sono tra quelli che non e' riuscito ad acquistare un biglietto per Madrid, ma ho deciso di seguire la magica finale Bayern - Inter a modo mio: sulla RETE! Per tutto il pomeriggio e poi per la partita fino ai commenti successivi riportero' su questo post tutti i video più belli della rete sull'attesa e della magica notte che ci aspetta a Madrid e a Milano.
Allora buona visione a tutti e Forza INTER.
Bayern - Inter Santiago Bernabeu 2010: partiamo dal promo finale
Milano e piazza Duomo inizia a popolarsi
Madrid si prepara alla grande Sfida Bayern - Inter
Mourinho ha deciso: giocherà Pandev e non Balotelli
A poche ore dalla supersfida emergono le ultime novità tecniche: Mourinho sembra aver deciso chi schierare tra Pandev e Balotelli. La scelta del tecnico è caduta sull'attaccante macedone. Dal Sito di Repubblica.it
L'Inter e la Champion's
L'Inter è Campione d'Europa! E parte la festa
Salve a tutti. Purtroppo sono tra quelli che non e' riuscito ad acquistare un biglietto per Madrid, ma ho deciso di seguire la magica finale Bayern - Inter a modo mio: sulla RETE! Per tutto il pomeriggio e poi per la partita fino ai commenti successivi riportero' su questo post tutti i video più belli della rete sull'attesa e della magica notte che ci aspetta a Madrid e a Milano.
Allora buona visione a tutti e Forza INTER.
Bayern - Inter Santiago Bernabeu 2010: partiamo dal promo finale
Milano e piazza Duomo inizia a popolarsi
Madrid si prepara alla grande Sfida Bayern - Inter
Mourinho ha deciso: giocherà Pandev e non Balotelli
A poche ore dalla supersfida emergono le ultime novità tecniche: Mourinho sembra aver deciso chi schierare tra Pandev e Balotelli. La scelta del tecnico è caduta sull'attaccante macedone. Dal Sito di Repubblica.it
L'Inter e la Champion's
L'Inter è Campione d'Europa! E parte la festa
Champion's
L’istinto e l’istante. Eccoli. La Champions, la tripletta, l’onore, i quattrini: tutto in una notte, Bayern o Inter. Un anno fa, Roma celebrò la finale più attesa, i detentori del Manchester United contro quel Barcellona di nani e ricami che li avrebbe storditi. Il Bernabeu di Madrid ospita un epilogo che ha spiazzato persino i «futuristi» (e non solo per il giorno: sabato): da una parte, l’Inter abbonata a uscire negli ottavi; dall’altra, il Bayern rianimato, a dicembre, dalle generose bombole della Juventus. Niente Real, che Florentino Perez aveva vestito a festa, con Cristiano Ronaldo e Kakà, per la «cresima» in Europa; né Barça né Chelsea, pugnalati dai nerazzurri; e nemmeno il Manchester United, impallinato dai tedeschi. Il Bayern ne ha vinte quattro ed è all’ottava finale, l’ultima a San Siro, nel 2001, con il Valencia di Cuper, beffato ai rigori. Due, in compenso, i successi dell’Inter, e quattro in tutto le finali, l’ultima a Rotterdam, nel 1972, con l’Ajax (risultato: Cruijff due, Oriali zero). L’Inter (1964, 1965) e il Milan (1963, 1969) si portarono via gli anni Sessanta, il Bayern ha ereditato i Settanta dall’Ajax. Per la cronaca, i bavaresi sono già entrati nell’album della Champions - finalisti nel 1999, vincitori due anni dopo - mentre l’Inter no. In italiano, Champions si pronuncia Milan (3 successi, 6 finali) e Juventus (1 vittoria, 4 finali). La partita secca è un detonatore di episodi. Va maneggiata con cautela, potrebbe esplodere addosso al pronostico. Se l’obiettivo è reciproco - aggiungere l’Europa più ricca allo scudetto e alla coppa nazionale, impresa mai riuscita ai duellanti - il nocciolo della questione verte sul confronto tra Louis Van Gaal e José Mourinho, tecnocrati aspri, maestro e allievo ai tempi del Barcellona. Un olandese e un portoghese: un discendente del calcio totale, l’erede di Helenio Herrera. Maniaci per vocazione, e non per vezzo. A Van Gaal mancherà Ribéry, e a Mourinho, Thiago Motta, entrambi squalificati. Più grave la prima assenza.
Si gioca nel tempio del Real, le cui prossime funzioni saranno officiate proprio da Mou. Al posto suo, avrei aspettato lunedì prima di placare gli appetiti del direttore di «Marca». Se l’Inter non vince, il calcio italiano cederà un posto ai tedeschi nella Champions League 2011-2012; se viceversa alza la coppa, continuerà a essere Italia-Germania 4-3 (a proposito: il 17 giugno, saranno quarant’anni). Mourinho e Van Gaal non sono Sacchi, che godeva nell’occupare militarmente il campo e soffocare l’avversario. A loro non interessa il centro del ring. Cercheranno di rubarsi contropiede e ripartenze; con il pressing alto, Josè; con il fraseggio e le imboscate, Louis. L’asse Sneijder-Milito ha aperto molti fortini. Possibile che sull’olandese ronzi Van Bommel.
Saldo di Perez come Sneijder, Robben parte di solito da destra per poi accentrarsi e picchiare di sinistro. I gol di Firenze e Old Trafford ne incarnano lo stile e le preferenze. Gabbia ci cova, sulle ceneri di Messi. L’Inter batte il Bayern dalla cintola in giù, portiere compreso. Attenzione alle zampate di Ivica Olic, interista per un’amichevole, nel 1998: si nasconde e, d’improvviso, irrompe nel posto giusto al momento giusto. Squadre fisiche, abituate a gestire le tensioni. Mourinho dovrebbe scegliere il 4-2-3-1 che gli consegnò Londra, con Chivu terzino, Zanetti al fianco di Cambiasso e Pandev in vantaggio su Balotelli, considerato, non a torto, più letale come pedina mobile che come titolare fisso. In compenso, sarà Altintop ad avvicendare Ribéry: il francese è un anarchico di talento, senza il quale la manovra perde fantasia ma guadagna ordine.
Squadre fisiche, abituate a gestire le tensioni. Cruciale risulterà il presidio delle fasce: penso alle volate di Maicon e al lavoro sporco di Eto’o e Pandev. Un altro da non perdere di vista è il ventenne Muller: crea varchi e li riempie. Da Herrera a Mourinho, i tifosi non sanno più dove mettere i rimpianti, i rimorsi, e, adesso che l’ora si avvicina, i sogni. E da Angelo a Massimo Moratti? «L’emozione è proprio quella di partecipare allo stesso evento di 45 anni fa (Inter-Benfica 1-0) - spiega il presidente -. Allora ero più ragazzino, il tipo di piacere non cambia. Cosa direbbe papà? Non usava paroloni, diceva cose intelligenti, e spesso ci indovinava. Proverò a imitarlo».
Chi vince, si porta a casa un «piatto» di 40 milioni di euro (gli sconfitti, «solo» 35). Stadio Santiago Bernabeu, ore 20,45: dirige l’inglese Webb. Il tasto arbitrale è stato agitato, a turno, da Rummenigge, Van Gaal, Mourinho, Oriali: ognuno, naturalmente, pro domo sua. Percentuali di chi scrive: Inter 51, Bayern 49. L’addio di Mourinho avvolge la magìa dell’arena che ci consacrò campioni del Mondo nel 1982. Punto e a capo. Fuoco alle polveri.
lastampa.it
Si gioca nel tempio del Real, le cui prossime funzioni saranno officiate proprio da Mou. Al posto suo, avrei aspettato lunedì prima di placare gli appetiti del direttore di «Marca». Se l’Inter non vince, il calcio italiano cederà un posto ai tedeschi nella Champions League 2011-2012; se viceversa alza la coppa, continuerà a essere Italia-Germania 4-3 (a proposito: il 17 giugno, saranno quarant’anni). Mourinho e Van Gaal non sono Sacchi, che godeva nell’occupare militarmente il campo e soffocare l’avversario. A loro non interessa il centro del ring. Cercheranno di rubarsi contropiede e ripartenze; con il pressing alto, Josè; con il fraseggio e le imboscate, Louis. L’asse Sneijder-Milito ha aperto molti fortini. Possibile che sull’olandese ronzi Van Bommel.
Saldo di Perez come Sneijder, Robben parte di solito da destra per poi accentrarsi e picchiare di sinistro. I gol di Firenze e Old Trafford ne incarnano lo stile e le preferenze. Gabbia ci cova, sulle ceneri di Messi. L’Inter batte il Bayern dalla cintola in giù, portiere compreso. Attenzione alle zampate di Ivica Olic, interista per un’amichevole, nel 1998: si nasconde e, d’improvviso, irrompe nel posto giusto al momento giusto. Squadre fisiche, abituate a gestire le tensioni. Mourinho dovrebbe scegliere il 4-2-3-1 che gli consegnò Londra, con Chivu terzino, Zanetti al fianco di Cambiasso e Pandev in vantaggio su Balotelli, considerato, non a torto, più letale come pedina mobile che come titolare fisso. In compenso, sarà Altintop ad avvicendare Ribéry: il francese è un anarchico di talento, senza il quale la manovra perde fantasia ma guadagna ordine.
Squadre fisiche, abituate a gestire le tensioni. Cruciale risulterà il presidio delle fasce: penso alle volate di Maicon e al lavoro sporco di Eto’o e Pandev. Un altro da non perdere di vista è il ventenne Muller: crea varchi e li riempie. Da Herrera a Mourinho, i tifosi non sanno più dove mettere i rimpianti, i rimorsi, e, adesso che l’ora si avvicina, i sogni. E da Angelo a Massimo Moratti? «L’emozione è proprio quella di partecipare allo stesso evento di 45 anni fa (Inter-Benfica 1-0) - spiega il presidente -. Allora ero più ragazzino, il tipo di piacere non cambia. Cosa direbbe papà? Non usava paroloni, diceva cose intelligenti, e spesso ci indovinava. Proverò a imitarlo».
Chi vince, si porta a casa un «piatto» di 40 milioni di euro (gli sconfitti, «solo» 35). Stadio Santiago Bernabeu, ore 20,45: dirige l’inglese Webb. Il tasto arbitrale è stato agitato, a turno, da Rummenigge, Van Gaal, Mourinho, Oriali: ognuno, naturalmente, pro domo sua. Percentuali di chi scrive: Inter 51, Bayern 49. L’addio di Mourinho avvolge la magìa dell’arena che ci consacrò campioni del Mondo nel 1982. Punto e a capo. Fuoco alle polveri.
lastampa.it
Champion's × Mourinho
BAYERN MONACO INTER – Ieri primi allenamento a Madrid, blindatissimo, per l’Inter di Josè Mourinho. Alle ore 16 tutti alla cittadella sportiva, la Ciudad deportiva, della capitale spagnola. Massaggi e terapie fino alle 16.45 poi una seduta tattica fino alle ore 18. Rispetto all’allenamento italiano di mercoledì lo Special One ha voluto variare ed ha schierato i giocatori con il classico rombo a centrocampo, quindi, Cambiasso vertice basso, Zanetti e Stankovic gli interni e Sneijder il trequartista. In attacco la solita coppia Eto’o-Milito.
Una soluzione che potrebbe adattare in corso d’opera o eventualmente sin dall’inizio se Goran Pandev non dovesse dare all’uomo di Setubal le garanzie fisiche richieste. Continua ad essere “escluso”, almeno per ora, Mario Balotelli. Il giovane prodigio sembra destinato al ruolo di dodicesimo uomo, il primo giocatore che lo Special One manderà in campo qualora sarà necessario effettuare un cambio. Nel pomeriggio di oggi si terrà la rifinitura allo stadio Alfredo Di Stefano aperta al pubblico e ai giornalisti. Nello stesso stadio si giocherà anche la sfida fra l’under 18 nerazzurra e i pari età del Bayern Monaco, vinta all’andata dagli italiani per 2 a 0. La giornata si concluderà con la tanto attesa conferenza stampa in cui Mourinho, probabilmente, parlerà del suo futuro lontano da Milano. Parleranno anche Cambiasso, Sneijder e Zanetti.
ilsussidiario.net
Una soluzione che potrebbe adattare in corso d’opera o eventualmente sin dall’inizio se Goran Pandev non dovesse dare all’uomo di Setubal le garanzie fisiche richieste. Continua ad essere “escluso”, almeno per ora, Mario Balotelli. Il giovane prodigio sembra destinato al ruolo di dodicesimo uomo, il primo giocatore che lo Special One manderà in campo qualora sarà necessario effettuare un cambio. Nel pomeriggio di oggi si terrà la rifinitura allo stadio Alfredo Di Stefano aperta al pubblico e ai giornalisti. Nello stesso stadio si giocherà anche la sfida fra l’under 18 nerazzurra e i pari età del Bayern Monaco, vinta all’andata dagli italiani per 2 a 0. La giornata si concluderà con la tanto attesa conferenza stampa in cui Mourinho, probabilmente, parlerà del suo futuro lontano da Milano. Parleranno anche Cambiasso, Sneijder e Zanetti.
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Champion's × Mourinho
Tutti appesi a un sogno. Ed anche a un segno. La grande attesa è cominciata. Ufficialmente. Mille persone davanti ai cancelli di Appiano, volti felici, pochi inquieti, tanti speranzosi. Dentro, dall’altra parte della cancellata, duecento tra giornalisti e fotografi ad inseguire sospiri, paure e un cenno. Ieri l’Inter si è aperta al media day voluto dalla Uefa per i finalisti di Champions. Parole in semilibertà. Nessuna strategia svelata. Ma tutti ad occhieggiare i segni e a centellinare risposte all’unica domanda che non debba regalare il campo. Sembrava di sentir canticchiare un vecchio ritornello rivolto ad Ottavio Bianchi ai tempi del Napoli Maradoniano: «Te ne vai, sì o no? Te ne vai, sì o no?». Diverso l’obbiettivo: allora i giocatori e i tifosi lo volevano liquidare. Stavolta è il contrario. Ma la decisione è presa, scrivono giornali madrileni, Mou ha chiuso il contratto con il Real. In Italia lo avevamo capito da qualche tempo. Moratti ha indirettamente confermato.
E ieri Mou ha concesso un testamento spiritual-sportivo. E svelando una strategia già usata. «Quando giocai la finale di Champions con il Porto, a Gelsenkirchen, avevo già firmato per il Chelsea. Sì, ero già seduto sulla panchina del Chelsea». E conquistò la coppa. Mourinho è un grande stratega, ma pure un grande scaramantico: certi riti sono immutabili. Non a caso si è lamentato contro il vulcano che l’ha costretto a cambiare piani di viaggio. Ma non i piani del futuro. Tutti zitti, calciatori compresi: c’è la finale. Mou vuol godersela. I giocatori pure. «C’è qualcuno che ci arriva per la prima volta e forse sarà l’unica della sua vita. Non possiamo pensare ad altro», ha raccontato Stankovic. E gli interisti, soprattutto quelli che non hanno mai visto la squadra loro giocare una finale di Champions, non vogliono perdersi l’incantesimo.
Ieri, anche là fuori dai cancelli di Appiano, tutti per Mou, ma Mou per tutti nel condurre la truppa senza lasciarsi deviare da altri pensieri. Molto bello, anche istigante, vedere un’accorata di popolo. E quando nell’aria si levano sommessi appelli: «Mou non te ne andare». E, anzi, capitan Zanetti parla per tutti: «Mi auguro che il tecnico rifletta bene, ha fatto un grande lavoro, sarebbe un peccato perderlo in questo modo», Mourinho risponde lasciando intendere ciò che va inteso. «I danari non c’entrano, è l’Italia che non mi rispetta».
Il solito ritornello un po’ pretestuoso e un po’ presuntuoso. Fin a svelare la verità. «Il risultato di Madrid conterà zero. Non sarà una partita a cambiare la mia decisione. L’Inter non può fare niente di più per rendermi felice e farmi sentire importante. Non mi deve niente, perché mi ha dato tutto. E io non le devo niente, perché ho dato tutto. I giocatori sono fantastici, c’è empatia con i tifosi, tutti in società sono fantastici. Non è un problema di contratto o di soldi, guadagno già tanto e mi fa perfino vergognare quanto guadagno con la crisi mondiale che c’è. No, tutto sta in un problema di soddisfazione personale, di sentirmi rispettato in un Paese calcistico dove ho avuto tanti problemi».
A questo punto, uno potrebbe prendere il libro e chiuderlo. I tifosi mettersi il cuore in pace. E chi di dovere sfogli la margherita: Mihajlovic che piace a Moratti o Hiddink consigliato da Mourinho? Magari Guardiola, che ha fascino e non è sicuro di restare a Barcellona, ma c’è il problema Eto’o che lui cacciò. Branca ha smentito approcci con Benitez. Capello non rientra negli interessi. Allegri, o un giovane con cui costruire un diverso futuro, potrebbe essere la sorpresa.
Ma c’è la Champions ed allora in alto i cuori, in attesa che il tecnico ufficializzi la scelta. Ormai fa sussultare di più un Balotelli che esce dal campo d’allenamento, toccandosi la coscia sinistra, piuttosto del testamento di Mou. Poi Supermario risbuca, in ciabatte, alla guida di una minicar elettrica e tranquillizza l’intero popolo. «Solo un affaticamento, nulla di grave». In realtà la scaramanzia vorrebbe che qualche top player tenesse tutti nel dubbio fino all’ultimo. Il caso Sneijder ha portato bene. Ma evidentemente Balotelli non sa tener la scena in questo senso. E l’Inter, ormai, vive tra i sogni. «La finale di Champions è la sfida che tutti sognano di giocare. Per gli interisti una partita e una vittoria attesa quasi 50 anni. Ecco perché non possiamo pensare ad altro, neppure al futuro di Mourinho. Lui non vuole che ne parliamo». Parola di Cambiasso, vecchio saggio come quelli che la società si porterà a Madrid: la squadra che vinse due volte la coppa dei Campioni. Chi c’è ancora e chi la seguirà da lassù.
ilgiornale.it
E ieri Mou ha concesso un testamento spiritual-sportivo. E svelando una strategia già usata. «Quando giocai la finale di Champions con il Porto, a Gelsenkirchen, avevo già firmato per il Chelsea. Sì, ero già seduto sulla panchina del Chelsea». E conquistò la coppa. Mourinho è un grande stratega, ma pure un grande scaramantico: certi riti sono immutabili. Non a caso si è lamentato contro il vulcano che l’ha costretto a cambiare piani di viaggio. Ma non i piani del futuro. Tutti zitti, calciatori compresi: c’è la finale. Mou vuol godersela. I giocatori pure. «C’è qualcuno che ci arriva per la prima volta e forse sarà l’unica della sua vita. Non possiamo pensare ad altro», ha raccontato Stankovic. E gli interisti, soprattutto quelli che non hanno mai visto la squadra loro giocare una finale di Champions, non vogliono perdersi l’incantesimo.
Ieri, anche là fuori dai cancelli di Appiano, tutti per Mou, ma Mou per tutti nel condurre la truppa senza lasciarsi deviare da altri pensieri. Molto bello, anche istigante, vedere un’accorata di popolo. E quando nell’aria si levano sommessi appelli: «Mou non te ne andare». E, anzi, capitan Zanetti parla per tutti: «Mi auguro che il tecnico rifletta bene, ha fatto un grande lavoro, sarebbe un peccato perderlo in questo modo», Mourinho risponde lasciando intendere ciò che va inteso. «I danari non c’entrano, è l’Italia che non mi rispetta».
Il solito ritornello un po’ pretestuoso e un po’ presuntuoso. Fin a svelare la verità. «Il risultato di Madrid conterà zero. Non sarà una partita a cambiare la mia decisione. L’Inter non può fare niente di più per rendermi felice e farmi sentire importante. Non mi deve niente, perché mi ha dato tutto. E io non le devo niente, perché ho dato tutto. I giocatori sono fantastici, c’è empatia con i tifosi, tutti in società sono fantastici. Non è un problema di contratto o di soldi, guadagno già tanto e mi fa perfino vergognare quanto guadagno con la crisi mondiale che c’è. No, tutto sta in un problema di soddisfazione personale, di sentirmi rispettato in un Paese calcistico dove ho avuto tanti problemi».
A questo punto, uno potrebbe prendere il libro e chiuderlo. I tifosi mettersi il cuore in pace. E chi di dovere sfogli la margherita: Mihajlovic che piace a Moratti o Hiddink consigliato da Mourinho? Magari Guardiola, che ha fascino e non è sicuro di restare a Barcellona, ma c’è il problema Eto’o che lui cacciò. Branca ha smentito approcci con Benitez. Capello non rientra negli interessi. Allegri, o un giovane con cui costruire un diverso futuro, potrebbe essere la sorpresa.
Ma c’è la Champions ed allora in alto i cuori, in attesa che il tecnico ufficializzi la scelta. Ormai fa sussultare di più un Balotelli che esce dal campo d’allenamento, toccandosi la coscia sinistra, piuttosto del testamento di Mou. Poi Supermario risbuca, in ciabatte, alla guida di una minicar elettrica e tranquillizza l’intero popolo. «Solo un affaticamento, nulla di grave». In realtà la scaramanzia vorrebbe che qualche top player tenesse tutti nel dubbio fino all’ultimo. Il caso Sneijder ha portato bene. Ma evidentemente Balotelli non sa tener la scena in questo senso. E l’Inter, ormai, vive tra i sogni. «La finale di Champions è la sfida che tutti sognano di giocare. Per gli interisti una partita e una vittoria attesa quasi 50 anni. Ecco perché non possiamo pensare ad altro, neppure al futuro di Mourinho. Lui non vuole che ne parliamo». Parola di Cambiasso, vecchio saggio come quelli che la società si porterà a Madrid: la squadra che vinse due volte la coppa dei Campioni. Chi c’è ancora e chi la seguirà da lassù.
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Champion's × Mourinho × Serie A
Come anticipato nella nota pubblicata sul sito dell'Inter, Josè Mourinho ribadisce ai microfoni di Sky Sport che "pensare solo al Siena è difficile perchè il Bayern arriva subito subito, devo pensare a Siena e Bayern insieme, sono due partite importanti e non c'è spazio per pensare a me stesso". A Londra per partecipare alle premiazioni per i migliori allenatori al mondo secondo l'Iffhs per l'annata 2008-2009, Mourinho spiega di essere volato Oltre Manica "per rispetto delle istituzioni, sennò sembra che mi presento solo quando vinco. Ci aspettano però 15 giorni pazzi, abbiamo due titoli importanti da giocarci e tutti noi pensiamo a quello che possiamo fare, nessuno pensa a quello che farà dopo". sport.repubblica.it
Champion's
A partire dal 15 maggio è possibile acquistarli presso una filiale della Popolare di Milano.
Finalmente si sa: occorrerà attendere ancora una settimana, ma da sabato 15 maggio, alle 11, i biglietti per la finalissima tra Inter e Bayern Monaco del 22 maggio che si giocherà al Santiago Bernabeu di Madrid saranno in vendita.
La notizia, come promesso, arriva dal sito ufficiale del club nerazzurro, che comunica "i tempi e le modalità di acquisto per i tagliandi della finale Uefa Champions League in programma a Madrid contro il Bayern Monaco.
I tagliandi saranno messi in vendita sabato 15 maggio 2010, a partire dalle ore 11, solo ed esclusivamente presso la filiale della Banca Popolare in via Massaua 6 a Milano.
Un solo tagliando a persona
"Verrà venduto - spiega il club di Moratti - un solo tagliando a persona".
Ogni acquirente dovrà presentarsi munito di documento d'identità valido e di un modulo debitamente compilato. Su www.inter.it c'è un download da scaricare per compilare il modulo.
"Non sarà possibile - spiega l'Inter - acquistare tagliandi per conto di altre persone. Biglietti da 160 e da 240 euro
"Saranno messe in vendita - specifica il comunicato del club nerazzurro - due categorie di biglietti: seconda categoria, 240 euro; terza categoria, 160 euro.
Considerando il numero limitato di biglietti, consigliamo a tutti i tifosi di recarsi al punto vendita in anticipo rispetto all'orario di apertura".
Un'ultima avvertenza: per visualizzare il modulo serve Adobe Acrobat Reader.
Le notizie precedenti e la lunga attesa per le informazioni sui biglietti
Non ci sono ancora novità su come verranno distribuiti i biglietti in possesso dell'Inter per la finale di Madrid, ma c'è da registrare una nuova comunicazione ufficiale del club di Moratti.
L'Inter comunica, infatti, "ai coordinatori regionali e provinciali e a tutti i club che, con riferimento alla partita Bayern Monaco-Inter, riceveranno apposita comunicazione riguardante i tempi e le modalità per effettuare la prenotazione dei biglietti della gara.
Le richieste pervenute fino ad ora tramite e-mail e fax sono da considerarsi nulle".
Ma, intanto, sarebbe ora che l'Inter comunicasse le procedure per poter acquistare quelli che i tifosi nerazzurri ritengono tagliandi preziosissimi.
Le notizie precedenti: richieste alle stelle
Le richieste sono già alle stelle. Ma i biglietti non ci sono ancora.
In effetti, per molti tifosi dell'Inter, poter assistere in diretta alla finale di Champions League, che il prossimo 22 maggio (è un sabato) si giocherà a Madrid, è un privilegio grandissimo.
E' subito iniziata, quindi, la caccia affannosa al ticket per la finalissima, ma i ticket non ci sono ancora.
L'Uefa, infatti, sta mettendo a punto la divisione dei biglietti per il Santiago Bernabeu (nella foto).
Quelli destinati agli interisti saranno 21.000, altrettanti ne avranno anche i supporter del Bayern Monaco, mentre l'ultimo terzo sarà in vendita a Madrid e saranno gestiti dal comitato organizzatore locale.
Chi ha amici nella capitale spagnola potrà seguire, insomma, anche questa strada.
Il comunicato dell'Inter
L'Inter spiega, sul suo sito, che fino a metà della prossima settimana, dichiamo mercoledì 5 maggio, non ci saranno novità relative alle vendita dei biglietti, ma che "appena possibile tutte le informazioni saranno pubblicate su www.inter.it", il sito del club nerazzurro che, di solito, svolge egregiamente questo tipo di servizio.
Ai tifosi: "Attenti ai biglietti truffa"
Quando la domanda è elevata, è facile per i tifosi cadere in qualche truffa.
Per questo il sito dell'Inter li mette in guardia.
"In questi casi - scrive il sito ufficiale interista - è dovere della Società tutelare al massimo la passione dei tifosi e i propri interessi. Essere chiara ed evitare che qualcuno imbocchi la strada sbagliata.Per questo motivo, avendo ricevuto numerose segnalazioni dagli stessi tifosi, l'Inter ricorda che "nei prossimi giorni, solo ed esclusivamente su www.inter.it, saranno pubblicate le modalità di acquisto dei biglietti riservati alla nostra Società.
Un organo d'informazione, autorevole e autorizzato, è il sito ufficiale dell'Uefa".
ilsalvagente.it
Finalmente si sa: occorrerà attendere ancora una settimana, ma da sabato 15 maggio, alle 11, i biglietti per la finalissima tra Inter e Bayern Monaco del 22 maggio che si giocherà al Santiago Bernabeu di Madrid saranno in vendita.
La notizia, come promesso, arriva dal sito ufficiale del club nerazzurro, che comunica "i tempi e le modalità di acquisto per i tagliandi della finale Uefa Champions League in programma a Madrid contro il Bayern Monaco.
I tagliandi saranno messi in vendita sabato 15 maggio 2010, a partire dalle ore 11, solo ed esclusivamente presso la filiale della Banca Popolare in via Massaua 6 a Milano.
Un solo tagliando a persona
"Verrà venduto - spiega il club di Moratti - un solo tagliando a persona".
Ogni acquirente dovrà presentarsi munito di documento d'identità valido e di un modulo debitamente compilato. Su www.inter.it c'è un download da scaricare per compilare il modulo.
"Non sarà possibile - spiega l'Inter - acquistare tagliandi per conto di altre persone. Biglietti da 160 e da 240 euro
"Saranno messe in vendita - specifica il comunicato del club nerazzurro - due categorie di biglietti: seconda categoria, 240 euro; terza categoria, 160 euro.
Considerando il numero limitato di biglietti, consigliamo a tutti i tifosi di recarsi al punto vendita in anticipo rispetto all'orario di apertura".
Un'ultima avvertenza: per visualizzare il modulo serve Adobe Acrobat Reader.
Le notizie precedenti e la lunga attesa per le informazioni sui biglietti
Non ci sono ancora novità su come verranno distribuiti i biglietti in possesso dell'Inter per la finale di Madrid, ma c'è da registrare una nuova comunicazione ufficiale del club di Moratti.
L'Inter comunica, infatti, "ai coordinatori regionali e provinciali e a tutti i club che, con riferimento alla partita Bayern Monaco-Inter, riceveranno apposita comunicazione riguardante i tempi e le modalità per effettuare la prenotazione dei biglietti della gara.
Le richieste pervenute fino ad ora tramite e-mail e fax sono da considerarsi nulle".
Ma, intanto, sarebbe ora che l'Inter comunicasse le procedure per poter acquistare quelli che i tifosi nerazzurri ritengono tagliandi preziosissimi.
Le notizie precedenti: richieste alle stelle
Le richieste sono già alle stelle. Ma i biglietti non ci sono ancora.
In effetti, per molti tifosi dell'Inter, poter assistere in diretta alla finale di Champions League, che il prossimo 22 maggio (è un sabato) si giocherà a Madrid, è un privilegio grandissimo.
E' subito iniziata, quindi, la caccia affannosa al ticket per la finalissima, ma i ticket non ci sono ancora.
L'Uefa, infatti, sta mettendo a punto la divisione dei biglietti per il Santiago Bernabeu (nella foto).
Quelli destinati agli interisti saranno 21.000, altrettanti ne avranno anche i supporter del Bayern Monaco, mentre l'ultimo terzo sarà in vendita a Madrid e saranno gestiti dal comitato organizzatore locale.
Chi ha amici nella capitale spagnola potrà seguire, insomma, anche questa strada.
Il comunicato dell'Inter
L'Inter spiega, sul suo sito, che fino a metà della prossima settimana, dichiamo mercoledì 5 maggio, non ci saranno novità relative alle vendita dei biglietti, ma che "appena possibile tutte le informazioni saranno pubblicate su www.inter.it", il sito del club nerazzurro che, di solito, svolge egregiamente questo tipo di servizio.
Ai tifosi: "Attenti ai biglietti truffa"
Quando la domanda è elevata, è facile per i tifosi cadere in qualche truffa.
Per questo il sito dell'Inter li mette in guardia.
"In questi casi - scrive il sito ufficiale interista - è dovere della Società tutelare al massimo la passione dei tifosi e i propri interessi. Essere chiara ed evitare che qualcuno imbocchi la strada sbagliata.Per questo motivo, avendo ricevuto numerose segnalazioni dagli stessi tifosi, l'Inter ricorda che "nei prossimi giorni, solo ed esclusivamente su www.inter.it, saranno pubblicate le modalità di acquisto dei biglietti riservati alla nostra Società.
Un organo d'informazione, autorevole e autorizzato, è il sito ufficiale dell'Uefa".
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