Ora però che le prime foglie iniziano a cadere dagli alberi e l'autunno ha fatto capolino, anche il vate portoghese pare aver perso un pizzico del suo vigore. Le trovate per ipnotizzare il pubblico e quell'aria disincanta stile 'vengo da un altro pianeta e portare il verbo calcistico' iniziano, talvolta, a farlo incespicare in qualche buccia di banana. Il tempo dei consensi bulgari pare ormai terminato: già la trovata di Beppe Baresi dato in pasto alle telecamere non era piaciuta granché a molti addetti ai lavori (a scanso di equivoci: non solo giornalisti, anche il tecnico rivale del Lecce storse il naso nel dopo-partita). Ma queste sono bazzecole.
E' sulla sostanza che Special One sino ad oggi ha lasciato un po' a desiderare. La sua Inter non ha quasi mai convinto nelle vittorie sin qui ottenute (un paio di autogol le hanno spianato la strada in situazioni difficili) ed è parsa giocare col freno a mano tirato. Nulla di grave: siamo solo a settembre e la strada che porta agli obiettivi italiani ed europei è ancora lunga. Qualcuno però già si è posto una domanda: dov'è finita la squadra veloce dominatrice vista nell'era mancini? Questo perché, alla conta dei fatti, nel derby è evaporata miseramente. Contro un Milan in netta ripresa, ma chiaramente a suo agio su ritmi bassi, l'Inter ha steso un tappetone rosso per agevolare l'operato dei vari Seedorf e Dinho, che non chiedevano di meglio per dar sfogo alla loro creatività.
Può bastare? Neanche per sogno. Perché Amantino Mancini ha giocato da centravanti aggiunto? Perché mister Trivela Quaresma, l'uomo che Mourinho ha inseguito per un'estate intera, non salta l'uomo neanche per sbaglio? Situazioni non di poco conto, visto che Special One fa delle accelerazioni sulle fasce una ragione di vita (calcistica). Ha senso proseguire sulla strada dell'albero di Natale con Ibra punta avanzata, lasciando in panchina a far la muffa super Mario Balotelli? Facile dire che l'espulsione di Burdisso gli ha sconvolto i piani dei cambi. Pardon, facile giustificarsi dicendo questo. Non si capisce come non abbia inserito il giovane centravanti al quarto d'oro della ripresa: meglio lui dell'alterno Imperatore. E questo è un pensiero che avevano moltissimi tifosi interisti sin da prima del match.
A proposito di pensieri del tifo interista. Nessuno si azzardi a diere una cosa del genere a Mou. Vi risponderebbe ironicamente, come ha fatto a Fulvio Collovati nel corso della Domenica Sportiva, che bisogna avere 'capacità fuori dal normale' per riuscire a capire le sensazioni dei fans nerazzurri. Non sarà mica che il genio della comunicazione è un po' permaloso?
(fonte Affaritaliani.it)
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