calciomercato × Serie A
L' Inter è una squadra eccezionale come mi aspettavo..Splende su tutti Diego Milito a mio parere giocatore davvero eccezionale..
Ma io non temo questa Inter..O meglio..Continuo a ritenerla inferiore a quella dello scorso anno. L' Inter ha giocato col Milan..In poche parole con la barzzelletta della Serie A...Con una squadra che io generosamente ho pronosticato in undicesima posizione..
Ma sono stato generoso...Arriveranno undicesimi se avranno sempre a disposizione Nesta, cosa assai improbabile...
La realtà è che il Milan quest' anno lotta per non retrocedere...Il 2 a 1 al Siena non è rilevante...Il siena è di gran lunga la peggior squadra della Serie A...Ha ceduto Portanova Zuniga Kharja e Galloppa..I migliori...In questo momento non è presentabile in Serie A.
Il milan per quanto scarso sia ha Pato..E per battere il Siena basta e avanza...Per me peggio del Milan ci sono solamente Catania Bologna Bari Siena e Livorno...Nient' altro...Dal Chievo in su sono tutte superiori...
Quindi...Verissimo..Grande Inter...Ma il Milan..Il Milan..Il povero Milan è davvero alla frutta...Rischio retrocessione evidente...Piu andrà avanti la stagione piu la situazione peggiorerà causa età dei giocatori e inevitabili infortuni...
Se a Pato e Nesta prende un influenza il Milan non è in grado di vincere contro nessuno in serieA...Pirlo Gattuso Zambrotta Jankulovsky Seedor Ronaldinho sono Ex giocatori..Buoni per la Serie B...Nesta santo subito ( senza di lui è serie B)Pato luce nell' ombra...Flamini buono..Il resto è il nulla piu totale..
Povero Milan..A fare paura non è l' Inter..Ma la pochezza del Milan...Ricordatevi del mio pronostico..Con Nesta undicesimi..Senza Nesta quart' ultimi..
PS: Non lo dico a causa del derby..Lo sostengo da quando Kakà è stato ceduto...
Ripeto...Il siena ha ceduto Portanova Kharja Galloppa e Zuniga...Il Milan ha pure sudato per vincere....Povero Milan.
Fonte: vivoperlei.calciomercato.com
Ma io non temo questa Inter..O meglio..Continuo a ritenerla inferiore a quella dello scorso anno. L' Inter ha giocato col Milan..In poche parole con la barzzelletta della Serie A...Con una squadra che io generosamente ho pronosticato in undicesima posizione..
Ma sono stato generoso...Arriveranno undicesimi se avranno sempre a disposizione Nesta, cosa assai improbabile...
La realtà è che il Milan quest' anno lotta per non retrocedere...Il 2 a 1 al Siena non è rilevante...Il siena è di gran lunga la peggior squadra della Serie A...Ha ceduto Portanova Zuniga Kharja e Galloppa..I migliori...In questo momento non è presentabile in Serie A.
Il milan per quanto scarso sia ha Pato..E per battere il Siena basta e avanza...Per me peggio del Milan ci sono solamente Catania Bologna Bari Siena e Livorno...Nient' altro...Dal Chievo in su sono tutte superiori...
Quindi...Verissimo..Grande Inter...Ma il Milan..Il Milan..Il povero Milan è davvero alla frutta...Rischio retrocessione evidente...Piu andrà avanti la stagione piu la situazione peggiorerà causa età dei giocatori e inevitabili infortuni...
Se a Pato e Nesta prende un influenza il Milan non è in grado di vincere contro nessuno in serieA...Pirlo Gattuso Zambrotta Jankulovsky Seedor Ronaldinho sono Ex giocatori..Buoni per la Serie B...Nesta santo subito ( senza di lui è serie B)Pato luce nell' ombra...Flamini buono..Il resto è il nulla piu totale..
Povero Milan..A fare paura non è l' Inter..Ma la pochezza del Milan...Ricordatevi del mio pronostico..Con Nesta undicesimi..Senza Nesta quart' ultimi..
PS: Non lo dico a causa del derby..Lo sostengo da quando Kakà è stato ceduto...
Ripeto...Il siena ha ceduto Portanova Kharja Galloppa e Zuniga...Il Milan ha pure sudato per vincere....Povero Milan.
Fonte: vivoperlei.calciomercato.com
Calciatori × Derby × Serie A
Il capitano Javier Zanetti è convinto che l'Inter di quest'anno sia la più completa in cui ha giocato. Lo ha detto al termine del derby vinto per 4 a 0. "E' stata una partita straordinaria che ha dimostrato la grande forza della squadra. L'Inter quest'anno ha tante alternative, è la più completa di sempre". Alla domanda se la squadra abbia rallentato dopo il quarto gol per non infierire sul Milan, Zanetti ha risposto: "no, abbiamo gestito la palla per non lasciargli lo spazio".
Fonte: repubblica.it
Derby × Serie A
A volte ritornano: l’ Inter gioca da grandissima squadra e il Milan ripiomba nel pantano umiliante delle due ultime stagioni, con l’aggravante che adesso in panchina non ha più un allenatore scafato ma un apprendista assai stiloso, l’ideale modello per un coiffeur. Davanti a Mourinho, Leonardo ha denunciato limiti di gestione imbarazzanti e ha dimostrato che non tutto il mondo è Guardiola. Il nuovo tecnico milanista non ha capito che Gattuso era rotto e l’ha lasciato a cuocere in campo, finché non è diventato l’ago negativo della bilancia ma è stata soltanto la punta dell’iceberg per una squadra impalpabile e slabbrata.
L’ Inter, con un tale avversario davanti, ha trovato tutto lo spazio che le serviva, ha sfruttato l’inconsistenza degli avversari che con questi uomini difendono in 7 perché Ronaldinho, Pato e Borriello non azzardano una copertura e ha colpito quando ha voluto. Come non aveva potuto fare il Siena. È finita 4-0 per pietà. Se lasci fare ai nerazzurri la partita che vogliono sono guai anche senza Ibrahimovic. Anzi c’è più varietà di gioco, perché occorre dialogare, sovrapporre, arrivare in porta con una manovra più corale che ieri ha goduto di straordinaria libertà soprattutto dove Jankulovski e Thiago Silva avrebbero dovuto presidiare. Mourinho ha azzardato una mossa che nessuno aveva previsto. Il ministero della disinformazione interista aveva nascosto fino all’ultimo il transfer per Snijder: “Mou” l’ha messo subito in campo anche se l’ex del Real aveva avuto soltanto una frequentazione di mezz’ora in allenamento con i nuovi compagni. «Meglio svezzarlo subito», deve aver pensato il Provocatore che alla vigilia sembrava poco ottimista sul derby. I fatti lo hanno premiato. Sneijder, chiamato per dare inventiva dietro alle punte, è stato il primo a impegnare Storari e ha mostrato la sua dote migliore, il tiro in porta.
Ma la qualità vera l’hanno data Milito e Eto’o. L’argentino ha determinato con gli assist il primo e il terzo gol, oltre a segnare il rigore del 2-0. Eto’o ha messo in difficoltà la difesa milanista infilando i troppi corridoi in velocità, come nell’occasione del rigore. Pure lui ha l’arte dei dialoghi e degli scambi stretti: l’azione dell’1-0, al 29’, è stata sintomatica del nuovo corso, con il camerunense che ha aperto per Milito e gli ha fatto spazio per il passaggio filtrante a Thiago Motta per il colpo sicuro. La partita si è conclusa lì. Il seguito è stata la sofferenza del Milan, umiliato in undici, facilmente controllato quando è rimasto in dieci per la dabbenaggine di Gattuso, Leonardo e Seedorf. Il rigore di Milito (ancora con Eto’o filtrato solo in area), la rete di Maicon e la botta di Stankovic sono state le pallottole di un’esecuzione annunciata. Siamo stati imprudenti a esaltarci per l’esordio del Milan. Il desiderio di vedere finalmente un campionato di lotta e non più di governo, com’è stata la dittatura interista nel dopo Calciopoli, ci illuse che la corsa allo scudetto avesse ritrovato un concorrente storico: invece la sentenza del derby è che l’Inter è ancora più impressionante della pervicacia con cui il suo tecnico semina zizzania, mentre questo Milan le è inferiore in tutto.
Berlusconi avrebbe preferito la cena con il cardinale Bertone invece di assistere con l’espressione di Breznev alle riunioni del Politburo allo sbriciolamento della creatura: nel giorno in cui, dalla curva, gli ultras gli inviavano messaggi di amicizia senza ricorrere a Facebook, il Premier ha vissuto la serata meno intrigante degli ultimi mesi. Zero Milan. Tre gol prima dell’intervallo, un dominio avviato dall’Inter dopo 20’ per sfociare in un match a senso unico.
Impreparazione, ingenuità, follia. I rossoneri hanno fatto di tutto per ricacciare in gola a Mourinho le considerazioni positive che aveva espresso sul Milan alla vigilia: è facile e scontato gettare la croce su Gattuso che, come un dilettante, ha abbracciato Eto’o in area determinando il rigore del 2-0 e, fuori di sè, ha poi azzoppato Snijder meritando l’espulsione da cui era stato graziato poco prima. Ma vogliamo parlare di Ronaldinho e Pato, gli eroi di Siena? Forti con i deboli e totalmente proni davanti ai forti. Coriandoli di Brasile senza allegria.
Fonte: lastampa.it
Ecco i Video Gol
Serie A
Ecco le Probabili formazioni del Derby Milan Inter in programma questa sera.
visualizza le probabili formazioni del Derby Milan Inter
visualizza le probabili formazioni del Derby Milan Inter
Derby × Serie A
I computer, padroni assoluti del nostro tempo, si fanno beffe del campionato, come non bastassero da sole le squadre. Accade così che un derby (Milan-Inter) e uno scontro diretto tra la nobiltà di categoria (Roma-Juve) abbiano luogo negli scampoli d'un agosto rovente. A proposito di strana sorte, c'è da dire che l'urna di Montecarlo della Champions non poteva riservare scontri più suggestivi con i grandi ex: l'Inter di Eto'o contro il Barcellona di Ibra e il Milan contro il Real di Kaka. Roba da matti.
Subito stracittadina, dunque, e a parti rovesciate rispetto alla vigilia del torneo. La balbettante squadra rossonera del precampionato cambia pelle, con il Siena a dire il vero, e offre un inedito Ronaldinho, dimagrito di qualche chilo e soprattutto finalmente memore della sua infinita classe. Il pres vero, Berlusconi, così si sussurra, lo ha voluto appresso alla porta avversaria e Leonardo non ha esitato. I due passaggi gol sono stati altrettanti gioielli, ma il brasiliano va visto quando dalle sue parti circoleranno altri mastini. Nel frattempo Pato sfrutta come si deve i divini suggerimenti. Un fuoriclasse, il giovanotto, che deve imparare ora a misurarsi con le parole. Dice che per un gol darebbe la vita: a noi basterebbe che rispettasse un poco più suoi avversari se vuole interpretare il ruolo di grande che i suoi piedi fatati suggeriscono. Il vero problema dei rossoneri, vista la buona prova dei centrali Nesta e Thiago Silva, sta sulle fasce con Zambrotta e Jankulovski in perenne difficoltà.
Il loro compito potrebbe venire facilitato se nella medesima zona e con i medesimi risultati agiranno sulla sponda nerazzurra il Balotelli visto contro il Bari e mister Trivela. Sostiene Mourinho che i nemici sportivi eccitano lo spirito competitivo suo e della squadra. In realtà per ora l'unico nemico vero di Mourinho pare Mourinho. Raramente abbiamo visto in campo una compagine più dissennata dell'Inter del secondo tempo con il Bari. Quattro punte impegnate a danneggiarsi reciprocamente, un centrocampo sguarnito e voragini che si aprivano. Buon per l'Inter che il Bari, bello e ordinato, ha in attacco piedi storti. Un suicidio calcistico reso perfetto dalla luna storta del bresciano di colore e da Quaresma. Tuttavia se Balotelli è un campione da domare che deve dimenticare le serpentine all'oratorio quando non si passa mai palla, per Quaresma, mistero glorioso di Mourinho, va fatto altro discorso. Il portoghese non punta mai l'uomo, nelle rare occasioni non lo salta, non vede il gioco e conosce un solo gesto, sia pure sopraffino. A noi pare adatto a compagini di ben più modeste ambizioni. Il depresso Mou afferma che si tratta di assimilare la nuova formula "palla a terra" rispetto al "palla lunga a Ibra" dello scorso anno. Per far ciò servono gli ingredienti adatti. L'allenatore è convinto che la marcia in più possa venire da Sneijder. Glielo auguriamo anche se i primi atti non sono beneauguranti, visto che l'olandese non ne voleva sapere di togliere le sue scarpette dagli armadietti del Real. Solo balle da cronisti?
Certo ai rossoneri si presenta sabato sera un'opportunità che non capitava da una vita: staccare i rivali e creare un baratro in sole due giornate. Difficilmente potranno tuttavia godere dell'Inter dell'esordio, tanto brutta da non parere vera. Lo sa anche Mourinho, mica è un pirla.
Da Milano a Roma per Roma-Juve della domenica. Entrambe le squadre sono reduci da esordi non brillanti, anche se con ben diversi esiti. Alla Roma è toccato in sorte il bellissimo Genoa (visto Gasperini anche con una squadra tutta nuova?) mentre la Juve ha faticato per avere ragione del Chievo. I bianconeri, privi di Del Piero, sono parsi un gruppo dagli equilibri per ora precari, ben mascherati dal saggio Ferrara. E se davanti Diego, Amauri e Iaquinta fanno il loro dovere sino in fondo, a centrocampo le cose vanno maluccio, né la difesa pare imperforabile.
Lavori in corso, dunque, come per la Roma di Spalletti che è ripartita, più debole da dove aveva finito. Non ingannino le scorpacciate contro i belgi. La difesa, senza un centrale adeguato, è un colabrodo che costringe un monumentale De Rossi agli straordinari. Le invenzioni di Totti e Menez assicurano un paio di gol a partita, insufficienti se poi ne becchi tre.
Difficile comunque stilare pronostici per entrambe le sfide, perché per ora tutto può mutare e rapidamente da una giornata all'altra. A maggior ragione i pronostici sono come i giornali verso mezzogiorno: buoni per incartare il pesce.
Aridateci Ancelotti
Una postilla riguardo a Mourinho, nell'anniversario indimenticato del suo esordio italiano e del già ricordato "non sono un pirla". Gioco a parte, durante lo scorso anno abbiamo sovente giudicato con favore le esternazioni del portoghese. Al di là delle asserzioni, ci piaceva il tono dissacrante che mandava su tutte le furie la gente del calcio che ha il vizio di prendersi troppo sul serio. Perciò la risposta a Lippi per un banale pronostico non è solo una banale caduta di stile, ma di senso dell'ironia, che è peggio assai. Il portoghese nella circostanza è parso la controfigura di se stesso, più vicina semmai a una macchietta del processo di Biscardi. Se oltre al gioco latita anche il gusto del paradosso, a noi cronisti restano le risposte in fotocopia, sempre uguali a se stesse. Ci viene quasi da implorare: inglesi arraffoni, restituiteci la splendida maschera di Ancelotti, genuino interprete della commedia del calcio all'italiana.
Fonte: ilsole24ore.com
Ecco l'ultimo derby giocato in campionato. Che sia di buon auspicio!
Subito stracittadina, dunque, e a parti rovesciate rispetto alla vigilia del torneo. La balbettante squadra rossonera del precampionato cambia pelle, con il Siena a dire il vero, e offre un inedito Ronaldinho, dimagrito di qualche chilo e soprattutto finalmente memore della sua infinita classe. Il pres vero, Berlusconi, così si sussurra, lo ha voluto appresso alla porta avversaria e Leonardo non ha esitato. I due passaggi gol sono stati altrettanti gioielli, ma il brasiliano va visto quando dalle sue parti circoleranno altri mastini. Nel frattempo Pato sfrutta come si deve i divini suggerimenti. Un fuoriclasse, il giovanotto, che deve imparare ora a misurarsi con le parole. Dice che per un gol darebbe la vita: a noi basterebbe che rispettasse un poco più suoi avversari se vuole interpretare il ruolo di grande che i suoi piedi fatati suggeriscono. Il vero problema dei rossoneri, vista la buona prova dei centrali Nesta e Thiago Silva, sta sulle fasce con Zambrotta e Jankulovski in perenne difficoltà.
Il loro compito potrebbe venire facilitato se nella medesima zona e con i medesimi risultati agiranno sulla sponda nerazzurra il Balotelli visto contro il Bari e mister Trivela. Sostiene Mourinho che i nemici sportivi eccitano lo spirito competitivo suo e della squadra. In realtà per ora l'unico nemico vero di Mourinho pare Mourinho. Raramente abbiamo visto in campo una compagine più dissennata dell'Inter del secondo tempo con il Bari. Quattro punte impegnate a danneggiarsi reciprocamente, un centrocampo sguarnito e voragini che si aprivano. Buon per l'Inter che il Bari, bello e ordinato, ha in attacco piedi storti. Un suicidio calcistico reso perfetto dalla luna storta del bresciano di colore e da Quaresma. Tuttavia se Balotelli è un campione da domare che deve dimenticare le serpentine all'oratorio quando non si passa mai palla, per Quaresma, mistero glorioso di Mourinho, va fatto altro discorso. Il portoghese non punta mai l'uomo, nelle rare occasioni non lo salta, non vede il gioco e conosce un solo gesto, sia pure sopraffino. A noi pare adatto a compagini di ben più modeste ambizioni. Il depresso Mou afferma che si tratta di assimilare la nuova formula "palla a terra" rispetto al "palla lunga a Ibra" dello scorso anno. Per far ciò servono gli ingredienti adatti. L'allenatore è convinto che la marcia in più possa venire da Sneijder. Glielo auguriamo anche se i primi atti non sono beneauguranti, visto che l'olandese non ne voleva sapere di togliere le sue scarpette dagli armadietti del Real. Solo balle da cronisti?
Certo ai rossoneri si presenta sabato sera un'opportunità che non capitava da una vita: staccare i rivali e creare un baratro in sole due giornate. Difficilmente potranno tuttavia godere dell'Inter dell'esordio, tanto brutta da non parere vera. Lo sa anche Mourinho, mica è un pirla.
Da Milano a Roma per Roma-Juve della domenica. Entrambe le squadre sono reduci da esordi non brillanti, anche se con ben diversi esiti. Alla Roma è toccato in sorte il bellissimo Genoa (visto Gasperini anche con una squadra tutta nuova?) mentre la Juve ha faticato per avere ragione del Chievo. I bianconeri, privi di Del Piero, sono parsi un gruppo dagli equilibri per ora precari, ben mascherati dal saggio Ferrara. E se davanti Diego, Amauri e Iaquinta fanno il loro dovere sino in fondo, a centrocampo le cose vanno maluccio, né la difesa pare imperforabile.
Lavori in corso, dunque, come per la Roma di Spalletti che è ripartita, più debole da dove aveva finito. Non ingannino le scorpacciate contro i belgi. La difesa, senza un centrale adeguato, è un colabrodo che costringe un monumentale De Rossi agli straordinari. Le invenzioni di Totti e Menez assicurano un paio di gol a partita, insufficienti se poi ne becchi tre.
Difficile comunque stilare pronostici per entrambe le sfide, perché per ora tutto può mutare e rapidamente da una giornata all'altra. A maggior ragione i pronostici sono come i giornali verso mezzogiorno: buoni per incartare il pesce.
Aridateci Ancelotti
Una postilla riguardo a Mourinho, nell'anniversario indimenticato del suo esordio italiano e del già ricordato "non sono un pirla". Gioco a parte, durante lo scorso anno abbiamo sovente giudicato con favore le esternazioni del portoghese. Al di là delle asserzioni, ci piaceva il tono dissacrante che mandava su tutte le furie la gente del calcio che ha il vizio di prendersi troppo sul serio. Perciò la risposta a Lippi per un banale pronostico non è solo una banale caduta di stile, ma di senso dell'ironia, che è peggio assai. Il portoghese nella circostanza è parso la controfigura di se stesso, più vicina semmai a una macchietta del processo di Biscardi. Se oltre al gioco latita anche il gusto del paradosso, a noi cronisti restano le risposte in fotocopia, sempre uguali a se stesse. Ci viene quasi da implorare: inglesi arraffoni, restituiteci la splendida maschera di Ancelotti, genuino interprete della commedia del calcio all'italiana.
Fonte: ilsole24ore.com
Ecco l'ultimo derby giocato in campionato. Che sia di buon auspicio!
Mourinho
È già lite Inter-Juve. Alla vigilia del derby di Milano si scatena la polemica a distanza fra l'allenatore dell'Inter Mourinho e il presidente della Juve Cobolli. Una polemica destinata a caratterizzare tutta la stagione.
L'ATTACCO - Dopo l'affondo sul "rumore dei nemici" prima del debutto in campionato contro il Bari, il tecnico portoghese è tornato all'attacco oggi in conferenza stampa. «Il presidente della Juventus è stato esplicito, è un nemico dichiarato con personalità, non nascosto: così è anche meglio - ha detto Mourinho replicando così al presidente della Juve Giovanni Cobolli Gigli, che nei giorni scorsi ha detto di sperare in una vittoria del Milan nel derby di domani sera. «Se vince la Juve o la Roma invece per me non cambia niente l'unica cosa che mi preoccupa è che il campionato finisce all'ultima giornata con Milan-Juventus...».
LA REPLICA - Immediata è arrivata la replica del presidente bianconero attraverso l'agenzia Adnkronos: «Non ho voglia di seguire quello che fa Mourinho». «Ho detto che non mi dispiacerebbe se il Milan vincesse il derby contro l'Inter. Mi sento libero di esprimere le mie opinioni»,.
fonte: corriere dello sport
Visualizza il video di Mourinho contro Cobolli.
L'ATTACCO - Dopo l'affondo sul "rumore dei nemici" prima del debutto in campionato contro il Bari, il tecnico portoghese è tornato all'attacco oggi in conferenza stampa. «Il presidente della Juventus è stato esplicito, è un nemico dichiarato con personalità, non nascosto: così è anche meglio - ha detto Mourinho replicando così al presidente della Juve Giovanni Cobolli Gigli, che nei giorni scorsi ha detto di sperare in una vittoria del Milan nel derby di domani sera. «Se vince la Juve o la Roma invece per me non cambia niente l'unica cosa che mi preoccupa è che il campionato finisce all'ultima giornata con Milan-Juventus...».
LA REPLICA - Immediata è arrivata la replica del presidente bianconero attraverso l'agenzia Adnkronos: «Non ho voglia di seguire quello che fa Mourinho». «Ho detto che non mi dispiacerebbe se il Milan vincesse il derby contro l'Inter. Mi sento libero di esprimere le mie opinioni»,.
fonte: corriere dello sport
Visualizza il video di Mourinho contro Cobolli.
Calciatori × calciomercato
«Sono molto felice di essere un giocatore dell'Inter. E' un club fantastico, tra i più grandi del mondo. E' stato un lungo cammino ma alla fine ce l'abbiamo fatta». Queste le prime parole di Wesley Snneijder da giocatore dell'Inter, in occasione della conferenza stampa di presentazione. L'olandese preso dal Real Madrid indosserà la maglia numero 10.
MOURINHO - «Mourinho? Sono contento di essere allenato da lui che considero tra i migliori tecnici al mondo».
RUOLO - «Il mio ruolo? Sì, confermo che mi piace giocare dietro le punte. Il numero 10? Non conta, io amo giocare e basta».
BERGKAMP - «L'ultimo numero 10 olandese in nerazzurro è stato Bergkamp? Non ci ho parlato, ma lo considero un esempio e spero di emulare le cose buone che ha fatto all'Inter».
DERBY - «Il derby? MI piacerebbe giocarlo, ovvio, è un grande match. Ma dobbiamo aspettare domani».
L'INTER - «Ripeto, considero l'Inter un grande club, tra i più grandi in Europa e sicuramente in Italia. So che ci hanno giocato diversi campioni anche olandesi, e spero di lasciare il segno».
LA CURIOSITÀ - «C'era il team manager dell'Ajax che era un vero appassionato dell'Inter. Nel suo ufficio era pieno di gadget nerazzurri. Una volta entrai e lui mi dissse "Un giorno giocherai nell'Inter". Ieri mi ha chiamato per dirmi "Hai visto? Avevo ragione"».
Fonte: corrieredellosport.it
I migliori gol di Sneijder
calciomercato
Alla fine Wesley Sneijder si è convinto e ha detto sì all'Inter. Il centrocampista olandese Sneijder ha accettato l'offerta del club nerazzurro dopo aver capito che il Real non avrebbe contato su di lui. ''Il Real mi ha trattato male, ma io vado via a testa alta'' ha detto Sneijder al quotidiano sportivo spagnolo 'Marca'. Arrivato in serata a Milano per le visite mediche e per la firma del contratto che lo legherà all'Inter per le prossime cinque stagioni (ingaggio da 4 milioni annui), Sneijder si è detto soddisfatto della scelta fatta. ''Non c'è dubbio, arrivo in una grande squadra. Se sono pronto per giocare il derby con il Milan? Sicuramente sì, ma vedremo. Sono stato bene al Real, non posso negarlo. Mi è dispiaciuto partire, ma è la vita. Ora sono contento''.
Il 25enne olandese, arrivato al Real Madrid due anni fa dall'Ajax per oltre 25 milioni di euro, è stato ceduto per una cifra vicina ai 15. L'operazione servirà a rimpinguare le casse del Real dopo i 250 milioni spesi per acquistare Cristiano Ronaldo, Benzema, Kaka e Xabi Alonso. In un primo momento Sneijder sembrava deciso a restare al Real per giocarsi al meglio le sue possibilità, anche perché il tecnico Manuel Pellegrini lo aveva inserito nella lista dei giocatori da non cedere. Poi però qualcosa è cambiato. Pellegrini, pur ritenendo il giocatore una pedina importante (''aveva detto che contava su di me'' ha spiegato Sneijder), ha dovuto cambiare idea dietro l'insistenza dei dirigenti del Real, quasi obbligati a svendere alcuni dei pezzi pregiati per abbassare il monte ingaggi e ridurre la rosa.
Fonte: repubblica.it
Il 25enne olandese, arrivato al Real Madrid due anni fa dall'Ajax per oltre 25 milioni di euro, è stato ceduto per una cifra vicina ai 15. L'operazione servirà a rimpinguare le casse del Real dopo i 250 milioni spesi per acquistare Cristiano Ronaldo, Benzema, Kaka e Xabi Alonso. In un primo momento Sneijder sembrava deciso a restare al Real per giocarsi al meglio le sue possibilità, anche perché il tecnico Manuel Pellegrini lo aveva inserito nella lista dei giocatori da non cedere. Poi però qualcosa è cambiato. Pellegrini, pur ritenendo il giocatore una pedina importante (''aveva detto che contava su di me'' ha spiegato Sneijder), ha dovuto cambiare idea dietro l'insistenza dei dirigenti del Real, quasi obbligati a svendere alcuni dei pezzi pregiati per abbassare il monte ingaggi e ridurre la rosa.
Fonte: repubblica.it
Champion's
Si è concluso a Montecarlo il sorteggio della fase a gironi di Champions League. Sorteggio all'insegna degli ex per Milan e Inter: rispettivamente contro Kakà e Ibrahimovic. Sorteggio complicato per i nerazzurri, che se la vedranno contro le squadre dell'ex Urss: Dinamo Kiev e Rubin Kazan. Girone difficile anche per la Fiorentina: ritrovato il Lione, che l'ha eliminata nella scorsa stagione. Per la Juve il Bayern di Toni e il Bordeaux di Gourcuff.
GRUPPO A - Bayern Monaco, JUVENTUS, Bordeaux, Maccabi Haifa.
GRUPPO B - Manchester United, Cska Mosca, Besiktas, Wolfsburg.
GRUPPO C - MILAN, Real Madrid, Marsiglia, Zurigo.
GRUPPO D - Chelsea, Porto, Atletico Madrid, Apoel.
GRUPPO E - Liverpool, Lione, FIORENTINA, Debrecen.
GRUPPO F - Barcellona, INTER, Dinamo Kiev, Rubin Kazan.
GRUPPO G -Siviglia, Rangers, Stoccarda, Unirea Urziceni.
GRUPPO H - Arsenal, Az Alkmaar, Olimpiacos, Standard Liegi.
Queste seguenti sono le quattro urne che hanno originato il sorteggio. Le squadre della stessa fascia non potevano ovviamente affrontarsi, così come le formazioni della stessa nazione:
TESTE DI SERIE - Barcellona (Spa), Liverpool (Ing), Chelsea (Ing), Manchester United, (Ing) MILAN, Arsenal (Ing), Siviglia (Spa), Bayern Monaco (Ger).
URNA 2 - Lione (Fra), INTER, Real Madrid (Spa), Cska Mosca (Rus), Porto (Por), Az Alkmaar (Ola), JUVENTUS, Rangers Glasgow (Sco).
URNA 3 - Olimpiacos Pireo (Gre), Olimpique Marsiglia (Fra), Dinamo Kiev (Ucr), Stoccarda (Ger), FIORENTINA, Atletico Madrid (Spa), Bordeaux (Fra), Besiktas (Tur).
URNA 4 - Wolfsburg (Ger), Standard Liegi (Bel), Maccabi Haifa (Isr), Zurigo (Svi), Rubin Kazan (Rus), Unirea Urziceni (Rom), Apoel Nicosia (Cip), Debrecen (Ung).
P.S. Squadre elencate in ordine di coefficente Uefa.
PREMI — Van der Sar (Manchester United) è stato eletto miglior portiere dell'ultima Champions League. Terry (Chelsea) è stato proclamato miglior difensore. Xavi (Barcellona) eletto miglior centrocampista. Messi (Barcellona) è stato dichiarato miglior attaccante. Paolo Maldini è stato premiato per la carriera: ha vinto 5 volte la Champions League, disputando addirittura 8 finali e 140 partite.
CALENDARIO — La Juve esordirà il 15 settembre a Torino contro il Bordeaux, poi trasferta a Monaco e doppia sfida abbordabile col Maccabi, prima in casa e poi fuori. Chiusura in casa col Bayern l'8 dicembre. Il Milan ha un debutto insidioso il 15 settembre a Marsiglia, poi gara soft con lo Zurigo a S. Siro e doppia sfida al Real (la prima fuori). Chiusura a Zurigo l'8 dicembre. L'Inter esordisce subito col botto, il 16 settembre c'è a S. Siro Inter-Barcellona. Poi trasferta infinita a Kazan e Dinamo in casa. Il 24 novembre si va al camp Nou contro il Barça, prima della chiusura col Rubin. Partenza impegnativa anche per la Fiorentina, che il 16 settembre va a Lione esubito dopo riceve il Liverpool al Franchi, pruima dle doppio turno col Debreceni. Gran finale il 9 dicembre a Anfield Road.
Fonte: gazzetta.it
GRUPPO A - Bayern Monaco, JUVENTUS, Bordeaux, Maccabi Haifa.
GRUPPO B - Manchester United, Cska Mosca, Besiktas, Wolfsburg.
GRUPPO C - MILAN, Real Madrid, Marsiglia, Zurigo.
GRUPPO D - Chelsea, Porto, Atletico Madrid, Apoel.
GRUPPO E - Liverpool, Lione, FIORENTINA, Debrecen.
GRUPPO F - Barcellona, INTER, Dinamo Kiev, Rubin Kazan.
GRUPPO G -Siviglia, Rangers, Stoccarda, Unirea Urziceni.
GRUPPO H - Arsenal, Az Alkmaar, Olimpiacos, Standard Liegi.
Queste seguenti sono le quattro urne che hanno originato il sorteggio. Le squadre della stessa fascia non potevano ovviamente affrontarsi, così come le formazioni della stessa nazione:
TESTE DI SERIE - Barcellona (Spa), Liverpool (Ing), Chelsea (Ing), Manchester United, (Ing) MILAN, Arsenal (Ing), Siviglia (Spa), Bayern Monaco (Ger).
URNA 2 - Lione (Fra), INTER, Real Madrid (Spa), Cska Mosca (Rus), Porto (Por), Az Alkmaar (Ola), JUVENTUS, Rangers Glasgow (Sco).
URNA 3 - Olimpiacos Pireo (Gre), Olimpique Marsiglia (Fra), Dinamo Kiev (Ucr), Stoccarda (Ger), FIORENTINA, Atletico Madrid (Spa), Bordeaux (Fra), Besiktas (Tur).
URNA 4 - Wolfsburg (Ger), Standard Liegi (Bel), Maccabi Haifa (Isr), Zurigo (Svi), Rubin Kazan (Rus), Unirea Urziceni (Rom), Apoel Nicosia (Cip), Debrecen (Ung).
P.S. Squadre elencate in ordine di coefficente Uefa.
PREMI — Van der Sar (Manchester United) è stato eletto miglior portiere dell'ultima Champions League. Terry (Chelsea) è stato proclamato miglior difensore. Xavi (Barcellona) eletto miglior centrocampista. Messi (Barcellona) è stato dichiarato miglior attaccante. Paolo Maldini è stato premiato per la carriera: ha vinto 5 volte la Champions League, disputando addirittura 8 finali e 140 partite.
CALENDARIO — La Juve esordirà il 15 settembre a Torino contro il Bordeaux, poi trasferta a Monaco e doppia sfida abbordabile col Maccabi, prima in casa e poi fuori. Chiusura in casa col Bayern l'8 dicembre. Il Milan ha un debutto insidioso il 15 settembre a Marsiglia, poi gara soft con lo Zurigo a S. Siro e doppia sfida al Real (la prima fuori). Chiusura a Zurigo l'8 dicembre. L'Inter esordisce subito col botto, il 16 settembre c'è a S. Siro Inter-Barcellona. Poi trasferta infinita a Kazan e Dinamo in casa. Il 24 novembre si va al camp Nou contro il Barça, prima della chiusura col Rubin. Partenza impegnativa anche per la Fiorentina, che il 16 settembre va a Lione esubito dopo riceve il Liverpool al Franchi, pruima dle doppio turno col Debreceni. Gran finale il 9 dicembre a Anfield Road.
Fonte: gazzetta.it
Champion's
L’Europa dei grandi si rimette in moto e lo fa (per ora) dentro l’urna di Montecarlo. Trentadue palline, otto gironi da 4 squadre e il traguardo della Champions League fissato la notte del prossimo 22 maggio a Madrid. Kakà più Cristiano Ronaldo più Benzema più Xabi Alonso, è l’argenteria voluta dalla Casa Blanca per un’avventura che finisca in gloria proprio fra le mura del Santiago Bernabeu. Teatro perfetto per strappare al Barcellona campione d’Europa la coppa dalle grandi orecchie.
Storie di Spagna, ma non solo. Liverpool, Chelsea e Manchester United si affacciano sul palcoscenico più affascinante con la leggerezza di chi in Europa se non arriva fino in fondo, sfiora comunque il botto ad effetto. E il contingente italiano? La griglia di partenza delle nostre quattro corazzate ci scopre un po’ in affanno perchè la classifica dei coefficienti ci gioca contro. L’Uefa consegna la prima fascia al Milan, mette Inter e Juventus un gradino sotto e la Fiorentina un salto ancora più indietro. I calcoli (e quindi i rischi) sono la conseguenza del cammino di ogni nazione negli ultimi cinque anni in Europa, punti di ogni club che sommati danno il prodotto. L’Italia è al terzo posto, Inghilterra e Spagna ci sono avanti, la Germania in scia, variabile che fa perdere il buonumore a chi guida le nostre società perchè se in campo entrano i numeri, lo sfondo si fa nero.
Milan, Inter, Juve e Fiorentina hanno il compito di cercare ognuna la propria fortuna, ma anche quello di non naufragare alle prime difficoltà per non compromettere il «peso» dell’Italia in Europa. Nel giro di due anni, dal coefficiente italiano spariranno i punti delle stagioni 2004/05 e 2005/2006 e senza nuovi risultati di prestigio c’è il forte rischio che la Germania, distaccata di soli 6 mila lunghezze, possa soffiarci già dal 2011 una posto per la Champions League. L’Italia entra nell’urna, dunque, con il destino delle sue rappresentanti in qualche modo legato come ha sottolineato Adriano Galliani. «Visto che da noi c’è l’abitudine di tifare contro le altre italiane, credo - così l’amministratore delegato rossonero - che anche per interesse bisognerà cambiare questa cattiva abitudine».
Il sorteggio di Montecarlo è pronto a disegnare la prima parte del cammino della Champions League. Una fase a gironi che potrebbe già riservare sorprese con sfide da brividi perchè fuori dalle otto teste di serie c’è anche il Real Madrid oltre alla Juve o all’Inter. Molte le curiosità come il ritorno nell’Europa che conta di una formazione ungherese, il Debrecen, dopo 14 anni. La nuova avventura parte proprio nelle ore in cui il gran capo dell’Uefa, Michel Platini, è impegnato a studiare il modo per fermare gli investimenti folli ed eliminare gli squilibri economici che hanno segnato le ultime stagioni. Sul tavolo un salary cup indiretto, fissando al 65 per cento il monte stipendi di un club in rapporto ai costi complessivi di una società. Lavoro in salita.
lastampa.it
Storie di Spagna, ma non solo. Liverpool, Chelsea e Manchester United si affacciano sul palcoscenico più affascinante con la leggerezza di chi in Europa se non arriva fino in fondo, sfiora comunque il botto ad effetto. E il contingente italiano? La griglia di partenza delle nostre quattro corazzate ci scopre un po’ in affanno perchè la classifica dei coefficienti ci gioca contro. L’Uefa consegna la prima fascia al Milan, mette Inter e Juventus un gradino sotto e la Fiorentina un salto ancora più indietro. I calcoli (e quindi i rischi) sono la conseguenza del cammino di ogni nazione negli ultimi cinque anni in Europa, punti di ogni club che sommati danno il prodotto. L’Italia è al terzo posto, Inghilterra e Spagna ci sono avanti, la Germania in scia, variabile che fa perdere il buonumore a chi guida le nostre società perchè se in campo entrano i numeri, lo sfondo si fa nero.
Milan, Inter, Juve e Fiorentina hanno il compito di cercare ognuna la propria fortuna, ma anche quello di non naufragare alle prime difficoltà per non compromettere il «peso» dell’Italia in Europa. Nel giro di due anni, dal coefficiente italiano spariranno i punti delle stagioni 2004/05 e 2005/2006 e senza nuovi risultati di prestigio c’è il forte rischio che la Germania, distaccata di soli 6 mila lunghezze, possa soffiarci già dal 2011 una posto per la Champions League. L’Italia entra nell’urna, dunque, con il destino delle sue rappresentanti in qualche modo legato come ha sottolineato Adriano Galliani. «Visto che da noi c’è l’abitudine di tifare contro le altre italiane, credo - così l’amministratore delegato rossonero - che anche per interesse bisognerà cambiare questa cattiva abitudine».
Il sorteggio di Montecarlo è pronto a disegnare la prima parte del cammino della Champions League. Una fase a gironi che potrebbe già riservare sorprese con sfide da brividi perchè fuori dalle otto teste di serie c’è anche il Real Madrid oltre alla Juve o all’Inter. Molte le curiosità come il ritorno nell’Europa che conta di una formazione ungherese, il Debrecen, dopo 14 anni. La nuova avventura parte proprio nelle ore in cui il gran capo dell’Uefa, Michel Platini, è impegnato a studiare il modo per fermare gli investimenti folli ed eliminare gli squilibri economici che hanno segnato le ultime stagioni. Sul tavolo un salary cup indiretto, fissando al 65 per cento il monte stipendi di un club in rapporto ai costi complessivi di una società. Lavoro in salita.
lastampa.it
Serie A
L'Inter e' tornata ad allenarsi questa mattina alla "Pinetina" dopo i due giorni di riposo concessi da Mourinho. Finito il riscaldamento, il tecnico portoghese ha diviso la squadra in due gruppi: i giocatori scesi in campo domenica hanno svolto un lavoro leggero basato sul possesso palla. Tattica e lavoro aerobico per il resto della squadra. Individuali per Arnautovic, Obinna e Rivas. Terapie per Esteban Cambiasso ancora impegnato nel lavoro di recupero dopo l'intervento al menisco. In vista del derby, Mourinho potrebbe dirottare Zanetti a centrocampo lasciando spazio a uno tra Chivu e Santon sulla fascia sinistra di difesa. In via di recupero Samuel che sabato dovrebbe riprendere il suo posto al centro del reparto al fianco di Lucio. In attacco ancora Eto'o e Milito. Potrebbe trovare spazio anche Balotelli soprattutto se Mourinho dovesse optare per un modulo a tre punte.
Fonte: agi.it
Fonte: agi.it
calciomercato
"L'intenzione di Julio, in linea di principio, è quella di restare a Roma. E' molto tranquillo, perchè, come ripeto sempre, è molto contento di vestire la maglia giallorossa". Parole di Herminio Menendez, agente di Julio Baptista, che intervistato da calciomercato.it nega ogni contatto con l'Inter. "Non c'è stato niente di concreto. Certo, se arriva un club importante che possa andare bene sia per la Roma che per Julio, non avremo problemi, partendo dal presupposto che la sua mente, al momento, è rivolta solo alla Roma. Ma se nessun club si farà avanti, Julio resterà molto volentieri a Roma, non ha la necessità di cercare altro".
Fonte: sport.repubblica.it
Fonte: sport.repubblica.it
Serie A
Parla Massimo Moratti, Presidente dell'Inter, e lo fa per esprimere la serenità dell'ambiente nerazzurro nonostante il mezzo passo falso di ieri contro il Bari: "Abbiamo avuto troppa fretta di vincere, e non mi riferisco ai cambi effettuati da Mourinho. Non so dire se ci serva o meno il trequartista, non posso capirlo dalla partita di ieri, in cui il tecnico ha cambiato più volte la sistemazione in campo. Può darsi che ce la si possa anche cavare diversamente". Fari puntati ora sul derby di sabato, con il Milan galvanizzato dall'esordio vincente di Siena: "Sarà un derby bellissimo, affascinante e coinvolgente: non è certo una partita decisiva, però".
fonte: repubblica.it
fonte: repubblica.it
Moratti × Serie A
L'Inter rimane sui blocchi e deve già inseguire. Meno due da Juve e Milan, col derby alle porte: col cinismo ghignante di cui ci si pasce nelle chiacchiere da bar, nella città semideserta c'è già chi prefigura scenari apocalittici per Mourinho se il derby lo dovesse vincere il Milan, perché l'Inter sprofonderebbe già a -5 dopo due turni. E allora sai che polemiche, sai che digrignar di denti, sai che esultanze per i nemici di Mourinho (in aumento).
Per ora si sa solo che il Bari, al rientro in serie A dopo otto anni, ha giocato un'onesta partita a San Siro e l'ha pareggiata in casa dei campioni d'Italia, cui ha fatto difetto la continuità di gioco, e forse un filino di buona sorte. In fondo la partita si era incanalata nei binari giusti, anche se solo nel secondo tempo, col rigore trasformato da Eto'o, e e quando al 22' della ripresa il camerunense ha avuto sul piede la palla del 2-0, magnificamente servito da Milito (il migliore dei nerazzurri), si è avuta la sensazione che la gara stesse per finire lì: ma Eto'o ha calciato fuori, solo davanti a Gillet, e 7' più tardi il Bari ha pareggiato con Kutuzov, al termine di un'azione in velocità avviata da un errore in disimpegno di Lucio.
Per Moratti il problema è stata la fretta: "Abbiamo avuto troppa fretta di vincere, con un po' di pazienza sarebbe stato meglio. Per conto mio, un po' di pazienza ti mette in condizione di arrivare lo stesso al risultato. Per il resto, mi sembra che sia già qualche anno che pareggiamo la prima gara del campionato, quindi forse l'hanno fatto apposta; per scaramzanzia... In passato, partite come quelle di ieri venivano risolte da Ibrahimovic? Delle volte, in passato, l'ha fatto anche Ronaldo e in futuro lo farà Etòo, piuttosto che Milito, piuttosto che qualcun'altro". Capitolo mercato: per il trequartista si fa il nome di Wesley Sneijder. "I tifosi vogliono il trequartista, se ce ne fosse bisogno chiedono loro secondo i loro gusti, ma noi abbiamo un allenatore che deve costruire una squadra, secondo il suo modello intelligente, e noi dovremo cercare di prendere quel giocatore che lui vede meglio adattabile. Guardando la partita di ieri non si può capire perché abbiamo cambiato più volte la sistemazione tattica in campo - spiega il presidente dell'Inter - ma può darsi di sì o può darsi anche che se la cavi diversamente.
Al di là della necessità, il trequartista bisogna trovarlo, ma è necessario innanzitutto che si trovi quello giusto, altrimenti si commette un errore in più".
L'Inter è ancora indietro sul piano della qualità della manovra, lo ammette Mourinho: "Abbiamo cambiato radicalmente sistema di gioco e ci vuole tempo per affinare i meccanismi. Però sono deluso, mi aspettavo di più: non posso sorridere dopo aver perso due punti in casa". Sabato sera è già derby e Mourinho sa di cosa si parlerà in questi giorni: "Direte che il Milan è favorito, me lo aspetto. Lo accetto, del resto fino a pochi giorni fa dicevate che il Milan era a pezzi e l'Inter volava, mentre ora si ribalta tutto. Accettiamo il ruolo di non favoriti, ma speriamo che in campo si rovesci tutto". Per Mourinho le note positive sono arrivate da Lucio ("Il migliore in assoluto") e da pochi altri, mentre il caso-Quaresma è sempre più intricato: la folla di San Siro ha prima sostenuto il funambolico portoghese, ma quando si è accorta che "trivele" e "rabone" non portavano a nulla di concreto l'ha fischiato, e Quaresma, che con San Siro ha un pessimo rapporto, ha mandato il pubblico a fare un bagno: "San Siro non ama Ricardo - ammette Mourinho - e lui deve fare i conti con questa cosa. San Siro invece ama Balotelli, che però non ha certo giocato meglio di Quaresma".
Ma intanto anche i critici di Mourinho hanno qualcosa da eccepire sulle scelte del tecnico. Muntari è stato mandato in campo dal primo minuto ma sostituito per disperazione già dopo 28': "Il Ramadan gli ha tolto forze, peccato", la chiosa di Mourinho, ma forse era un problema che andava affrontato prima della partita. Infine, dopo un buon finale di primo tempo col 4-3-3, l'Inter si è ripresentata in campo col 4-2-4, Quaresma e Balotelli esterni d'attacco con Milito-Eto'o in mezzo, e i soli Stankovic e Thiago Motta a protezione del centrocampo: un modulo senz'altro troppo sbilanciato, che ha mostrato i suoi limiti quando il Bari ripartiva (esemplare al proposito l'azione dell'1-1) ma che ha pure intorbidato le acque in attacco, dove c'è stata troppa confusione. La falsa partenza, oltre che l'Inter in campo, l'ha accusata anche Mou dalla panchina.
Fonte: Repubblica
Per ora si sa solo che il Bari, al rientro in serie A dopo otto anni, ha giocato un'onesta partita a San Siro e l'ha pareggiata in casa dei campioni d'Italia, cui ha fatto difetto la continuità di gioco, e forse un filino di buona sorte. In fondo la partita si era incanalata nei binari giusti, anche se solo nel secondo tempo, col rigore trasformato da Eto'o, e e quando al 22' della ripresa il camerunense ha avuto sul piede la palla del 2-0, magnificamente servito da Milito (il migliore dei nerazzurri), si è avuta la sensazione che la gara stesse per finire lì: ma Eto'o ha calciato fuori, solo davanti a Gillet, e 7' più tardi il Bari ha pareggiato con Kutuzov, al termine di un'azione in velocità avviata da un errore in disimpegno di Lucio.
Per Moratti il problema è stata la fretta: "Abbiamo avuto troppa fretta di vincere, con un po' di pazienza sarebbe stato meglio. Per conto mio, un po' di pazienza ti mette in condizione di arrivare lo stesso al risultato. Per il resto, mi sembra che sia già qualche anno che pareggiamo la prima gara del campionato, quindi forse l'hanno fatto apposta; per scaramzanzia... In passato, partite come quelle di ieri venivano risolte da Ibrahimovic? Delle volte, in passato, l'ha fatto anche Ronaldo e in futuro lo farà Etòo, piuttosto che Milito, piuttosto che qualcun'altro". Capitolo mercato: per il trequartista si fa il nome di Wesley Sneijder. "I tifosi vogliono il trequartista, se ce ne fosse bisogno chiedono loro secondo i loro gusti, ma noi abbiamo un allenatore che deve costruire una squadra, secondo il suo modello intelligente, e noi dovremo cercare di prendere quel giocatore che lui vede meglio adattabile. Guardando la partita di ieri non si può capire perché abbiamo cambiato più volte la sistemazione tattica in campo - spiega il presidente dell'Inter - ma può darsi di sì o può darsi anche che se la cavi diversamente.
Al di là della necessità, il trequartista bisogna trovarlo, ma è necessario innanzitutto che si trovi quello giusto, altrimenti si commette un errore in più".
L'Inter è ancora indietro sul piano della qualità della manovra, lo ammette Mourinho: "Abbiamo cambiato radicalmente sistema di gioco e ci vuole tempo per affinare i meccanismi. Però sono deluso, mi aspettavo di più: non posso sorridere dopo aver perso due punti in casa". Sabato sera è già derby e Mourinho sa di cosa si parlerà in questi giorni: "Direte che il Milan è favorito, me lo aspetto. Lo accetto, del resto fino a pochi giorni fa dicevate che il Milan era a pezzi e l'Inter volava, mentre ora si ribalta tutto. Accettiamo il ruolo di non favoriti, ma speriamo che in campo si rovesci tutto". Per Mourinho le note positive sono arrivate da Lucio ("Il migliore in assoluto") e da pochi altri, mentre il caso-Quaresma è sempre più intricato: la folla di San Siro ha prima sostenuto il funambolico portoghese, ma quando si è accorta che "trivele" e "rabone" non portavano a nulla di concreto l'ha fischiato, e Quaresma, che con San Siro ha un pessimo rapporto, ha mandato il pubblico a fare un bagno: "San Siro non ama Ricardo - ammette Mourinho - e lui deve fare i conti con questa cosa. San Siro invece ama Balotelli, che però non ha certo giocato meglio di Quaresma".
Ma intanto anche i critici di Mourinho hanno qualcosa da eccepire sulle scelte del tecnico. Muntari è stato mandato in campo dal primo minuto ma sostituito per disperazione già dopo 28': "Il Ramadan gli ha tolto forze, peccato", la chiosa di Mourinho, ma forse era un problema che andava affrontato prima della partita. Infine, dopo un buon finale di primo tempo col 4-3-3, l'Inter si è ripresentata in campo col 4-2-4, Quaresma e Balotelli esterni d'attacco con Milito-Eto'o in mezzo, e i soli Stankovic e Thiago Motta a protezione del centrocampo: un modulo senz'altro troppo sbilanciato, che ha mostrato i suoi limiti quando il Bari ripartiva (esemplare al proposito l'azione dell'1-1) ma che ha pure intorbidato le acque in attacco, dove c'è stata troppa confusione. La falsa partenza, oltre che l'Inter in campo, l'ha accusata anche Mou dalla panchina.
Fonte: Repubblica
pagelle × Serie A
Le pagelle di Inter-Bari, terminata 1-1.
INTER
Julio Cesar 6.5 Un ottimo intervento su Kutuzov, per il resto è attento.
Materazzi 5 Qualche brutto fallo, spesso in ritardo.
Zanetti 5.5 Ci mette un po' prima di prendere le misure ad Alvarez, poi sta troppo sulle sue.
Cordoba 5.5 Entra per un'ultima mezz'ora quando, con la sua velocità, dovrebbe impedire con la squadra sbilanciata i contropiede baresi. Dovrebbe.
Lucio 5 Finché deve controllare il deb Sforzini gli va bene, soffre di più quando entra Langella perché quest'ultimo gira più largo e scambia spesso posizione con Kutuzov. Nel finale va a fare confusione in avanti.
Maicon 5.5 Scende poco, soffre Langella quando entra.
Muntari 4.5 Forse non era in buone condizioni fisiche, impalpabile la sua prima mezz'ora e viene sostituito.
Motta 6 Gioca a testa alta e prova a portare un po' di geometrie, ma i compagni si muovono poco senza palla.
Vieira 5 Rispolverato per esigenza dopo un'estate da emarginato, non può fare miracoli.
Stankovic 6 Comincia da trequartista, poi si sposta vertice basso del rombo e finisce in un centrocampo a due. Rimane sempre lucido.
Balotelli 6.5 Il suo ingresso alla mezz'ora scuote i suoi, porta vivacità e intraprendenza. Poi si adegua all'intorpidimento generale.
Eto'o 5 L'ingresso di Balotelli lo penalizza perché lo costringe a giocare largo. Fallisce clamorosamente la palla del 2-0.
Quaresma 5.5 Ci prova con qualche numero, qualcuno gli riesce altri sono completamente fuori luogo. Comunque, mai efficace.
Milito 6 Uno dei pochi a muoversi senza palla, ci prova da tutte le posizioni.
BARI
Gillet 7 Concentrato e bravo a opporsi a tutte le conclusioni. Ottimo anche coi piedi attraverso i quali aiuta il disimpegno dei compagni.
Parisi 6 Parte molto bene, poi l'ingresso di Balotelli lo costringe a ripiegare. Non commette errori.
Masiello 6.5 Attento e preciso, si oppone a Milito con intelligenza.
Bonucci 6.5 Un baluardo nell'opporsi a Eto'o.
Ranocchia 6 Partita attenta ed equilibrata, bravo a contenere Quaresma nel finale.
Rivas 5 Nel finale ha sui piedi la possibilità di un clamoroso ko ai danni dell'Inter, ma spreca tutto.
Alvarez Reyes 7 Una costante spina nel fianco nella difesa nerazzurra. Impensierisce Zanetti e corre come un matto di qua e di là.
Gazzi 6.5 Un puntello sempre ordinato e preciso in mezzo al campo. Corre molto anche in fase di pressing.
Allegretti 7 Per un'ora è il migliore dei suoi. Sempre a testa alta, alterna passaggi lunghi a spunti individuali. Esce stremato dopo un'ora.
De Vezze 7 Fa girare il pallone, non lo butta via mai e grazie a lui i suoi possono respirare.
Langella 7 Il suo ingresso porta un po' di scompiglio nella retroguardia interista. Suo l'assist per il pareggio barese.
Kutuzov 6.5 Sbaglia clamorosamente nel primo tempo quando inciampa sul pallone nel momento in cui potrebbe involarsi tutto solo verso Julio Cesar. Poi si fa perdonare con un gol e un'altra conclusione pericolosa su cui il portiere nerazzurro si supera.
Sforzini 5 Paga più degli altri l'emozione del debutto. Lucio lo sovrasta, però la stoffa c'è. Da rivedere.
(AGM-DS)
INTER
Julio Cesar 6.5 Un ottimo intervento su Kutuzov, per il resto è attento.
Materazzi 5 Qualche brutto fallo, spesso in ritardo.
Zanetti 5.5 Ci mette un po' prima di prendere le misure ad Alvarez, poi sta troppo sulle sue.
Cordoba 5.5 Entra per un'ultima mezz'ora quando, con la sua velocità, dovrebbe impedire con la squadra sbilanciata i contropiede baresi. Dovrebbe.
Lucio 5 Finché deve controllare il deb Sforzini gli va bene, soffre di più quando entra Langella perché quest'ultimo gira più largo e scambia spesso posizione con Kutuzov. Nel finale va a fare confusione in avanti.
Maicon 5.5 Scende poco, soffre Langella quando entra.
Muntari 4.5 Forse non era in buone condizioni fisiche, impalpabile la sua prima mezz'ora e viene sostituito.
Motta 6 Gioca a testa alta e prova a portare un po' di geometrie, ma i compagni si muovono poco senza palla.
Vieira 5 Rispolverato per esigenza dopo un'estate da emarginato, non può fare miracoli.
Stankovic 6 Comincia da trequartista, poi si sposta vertice basso del rombo e finisce in un centrocampo a due. Rimane sempre lucido.
Balotelli 6.5 Il suo ingresso alla mezz'ora scuote i suoi, porta vivacità e intraprendenza. Poi si adegua all'intorpidimento generale.
Eto'o 5 L'ingresso di Balotelli lo penalizza perché lo costringe a giocare largo. Fallisce clamorosamente la palla del 2-0.
Quaresma 5.5 Ci prova con qualche numero, qualcuno gli riesce altri sono completamente fuori luogo. Comunque, mai efficace.
Milito 6 Uno dei pochi a muoversi senza palla, ci prova da tutte le posizioni.
BARI
Gillet 7 Concentrato e bravo a opporsi a tutte le conclusioni. Ottimo anche coi piedi attraverso i quali aiuta il disimpegno dei compagni.
Parisi 6 Parte molto bene, poi l'ingresso di Balotelli lo costringe a ripiegare. Non commette errori.
Masiello 6.5 Attento e preciso, si oppone a Milito con intelligenza.
Bonucci 6.5 Un baluardo nell'opporsi a Eto'o.
Ranocchia 6 Partita attenta ed equilibrata, bravo a contenere Quaresma nel finale.
Rivas 5 Nel finale ha sui piedi la possibilità di un clamoroso ko ai danni dell'Inter, ma spreca tutto.
Alvarez Reyes 7 Una costante spina nel fianco nella difesa nerazzurra. Impensierisce Zanetti e corre come un matto di qua e di là.
Gazzi 6.5 Un puntello sempre ordinato e preciso in mezzo al campo. Corre molto anche in fase di pressing.
Allegretti 7 Per un'ora è il migliore dei suoi. Sempre a testa alta, alterna passaggi lunghi a spunti individuali. Esce stremato dopo un'ora.
De Vezze 7 Fa girare il pallone, non lo butta via mai e grazie a lui i suoi possono respirare.
Langella 7 Il suo ingresso porta un po' di scompiglio nella retroguardia interista. Suo l'assist per il pareggio barese.
Kutuzov 6.5 Sbaglia clamorosamente nel primo tempo quando inciampa sul pallone nel momento in cui potrebbe involarsi tutto solo verso Julio Cesar. Poi si fa perdonare con un gol e un'altra conclusione pericolosa su cui il portiere nerazzurro si supera.
Sforzini 5 Paga più degli altri l'emozione del debutto. Lucio lo sovrasta, però la stoffa c'è. Da rivedere.
(AGM-DS)
Serie A
Vitali Kutuzov fu trasportato di peso in Italia nel bel mezzo di una partita di Coppa Uefa, all'incirca otto anni fa. Era il 20 settembre del 2001, facile 2-0 del Milan a Minsk contro il Bate Borisov, piccola squadra bielorussa. C'era un solo giocatore, tra gli sconosciuti avversari di quel giovedì, in grado di creare qualche grattacapo alla pittoresca difesa rossonera (Contra, Laursen, Roque Junior e Maldini) e Adriano Galliani, stupito dalle sue serpentine e dai suoi dribbling, decise di acquistarlo. Erano i tempi in cui Berlusconi non lesinava sui soldi e per il vicepresidente rossonero fu facile aprire e chiudere la trattativa con il suo collega bielorusso durante l'intervallo. All'aeroporto, dopo la partita, l'annuncio ai giornali e per Kutuzov partì la nuova avventura, iniziata ovviamente a Milanello.
Tutto questo preambolo per dire che è stato proprio uno che deve tutto al Milan a regalare ai rossoneri un derby da sogno visto che sabato Leonardo affronterà Mourinho con due punti di vantaggio, uno scenario oggettivamente impensabile fino a pochi giorni fa, e non tanto per la vittoria milanista a Siena, tutto sommato nell'ordine delle cose, quanto per la frenata casalinga dell'Inter contro il Bari, campioni d'Italia contro una squadra tornata sotto i riflettori della serie A dopo otto stagioni. E il bello è che, dopo essere andati a vuoto per tutto il primo tempo, impigliati nel reticolo di passaggi degli ospiti, in avvio di ripresa i nerazzurri erano riusciti a mettere le mani sulla sfida grazie a un rigore trasformato da Eto'o (fallo di De Vezze su Milito) e quindi c'erano tutte le premesse per una gara in discesa: a un certo punto il camerunense, chiamato a non far rimpiangere Ibrahimovic, ha avuto addirittura la possibilità di chiudere il conto ma la sua girata dal cuore dell'area mancava di poco la porta di Gillet.
Forse a questo punto Mourinho ha peccato di presunzione perché, a dispetto del vantaggio faticosamente agguantato, non ha ritenuto di correre ai ripari, magari ripiegando su un atteggiamento più prudente: in avvio di ripresa aveva infatti cancellato il rombo di centrocampo lasciando Vieira nello spogliatoio (Muntari era già stato spedito sotto la doccia dopo mezz'ora, colpa del Ramadan sostiene Mou, al suo posto Balotelli) e presentando una formazione troppo osé con, da destra a sinistra, Balotelli, Eto'o, Milito e Quaresma e con la premiata ditta Thiago Motta & Stankovic a soffrire in mezzo al campo. Certamente, per come si era messa la partita, sarebbe stata una cosa buona e giusta puntellare in senso difensivo la squadra, magari rinunciando a un attaccante visto che Ventura, che non sarà speciale ma che è certamente un tipo pratico, aveva trovato subito le contromosse giuste per punire l'inferiorità numerica dell'Inter in mezzo al campo: richiamati in panchina Allegretti e il monumentale Sforzini, aveva infatti incrementato la sua batteria di corridori, che già annoverava l'honduregno Alvarez, aggiungendovi Langella e il funambolico argentino Rivas. È stato a questo punto che i nerazzurri hanno incominciato a non capirci più niente, frastornati dalle folate in velocità dei baresi e, soprattutto, dal gol (bel controllo di destro) con cui Kutuzov, milanista della prima ora, ha contribuito a disegnare un derby che nessuno di noi aveva previsto. Addirittura tre minuti oltre il novantesimo, il Bari avrebbe potuto sbancare San Siro se soltanto Rivas non avesse calciato oltre la traversa da invidiabile angolazione di sparo. Però in questo caso la punizione per l'Inter, ancora alla ricerca di un'identità tattica definita, sarebbe stata ingiusta.
Fonte: corriere.it
Tutto questo preambolo per dire che è stato proprio uno che deve tutto al Milan a regalare ai rossoneri un derby da sogno visto che sabato Leonardo affronterà Mourinho con due punti di vantaggio, uno scenario oggettivamente impensabile fino a pochi giorni fa, e non tanto per la vittoria milanista a Siena, tutto sommato nell'ordine delle cose, quanto per la frenata casalinga dell'Inter contro il Bari, campioni d'Italia contro una squadra tornata sotto i riflettori della serie A dopo otto stagioni. E il bello è che, dopo essere andati a vuoto per tutto il primo tempo, impigliati nel reticolo di passaggi degli ospiti, in avvio di ripresa i nerazzurri erano riusciti a mettere le mani sulla sfida grazie a un rigore trasformato da Eto'o (fallo di De Vezze su Milito) e quindi c'erano tutte le premesse per una gara in discesa: a un certo punto il camerunense, chiamato a non far rimpiangere Ibrahimovic, ha avuto addirittura la possibilità di chiudere il conto ma la sua girata dal cuore dell'area mancava di poco la porta di Gillet.
Forse a questo punto Mourinho ha peccato di presunzione perché, a dispetto del vantaggio faticosamente agguantato, non ha ritenuto di correre ai ripari, magari ripiegando su un atteggiamento più prudente: in avvio di ripresa aveva infatti cancellato il rombo di centrocampo lasciando Vieira nello spogliatoio (Muntari era già stato spedito sotto la doccia dopo mezz'ora, colpa del Ramadan sostiene Mou, al suo posto Balotelli) e presentando una formazione troppo osé con, da destra a sinistra, Balotelli, Eto'o, Milito e Quaresma e con la premiata ditta Thiago Motta & Stankovic a soffrire in mezzo al campo. Certamente, per come si era messa la partita, sarebbe stata una cosa buona e giusta puntellare in senso difensivo la squadra, magari rinunciando a un attaccante visto che Ventura, che non sarà speciale ma che è certamente un tipo pratico, aveva trovato subito le contromosse giuste per punire l'inferiorità numerica dell'Inter in mezzo al campo: richiamati in panchina Allegretti e il monumentale Sforzini, aveva infatti incrementato la sua batteria di corridori, che già annoverava l'honduregno Alvarez, aggiungendovi Langella e il funambolico argentino Rivas. È stato a questo punto che i nerazzurri hanno incominciato a non capirci più niente, frastornati dalle folate in velocità dei baresi e, soprattutto, dal gol (bel controllo di destro) con cui Kutuzov, milanista della prima ora, ha contribuito a disegnare un derby che nessuno di noi aveva previsto. Addirittura tre minuti oltre il novantesimo, il Bari avrebbe potuto sbancare San Siro se soltanto Rivas non avesse calciato oltre la traversa da invidiabile angolazione di sparo. Però in questo caso la punizione per l'Inter, ancora alla ricerca di un'identità tattica definita, sarebbe stata ingiusta.
Fonte: corriere.it
calciomercato
Ormai è fatta: a ore Wesley Sneijder sarà un giocatore dell'Inter. È stato trovato l'accordo fra il Real Madrid e la società nerazzurra, per una cifra intorno ai 15 milioni di euro. Secondo il sito del quotidiano spagnolo Marca, il direttore generale del club spagnolo, Jorge Valdano, ha incontrato il centrocampista olandese per verificare la sua disponibilità al trasferimento. L'edizione on line di Marca spiega che Valdano e Pellegrini ieri hanno incontrato Sneijder per comunicargli che non giocherà più con il Real Madrid. Una notizia che il centrocampista olandese non ha preso bene, tanto che nella rifinitura prima dell'amichevole con il Borussia Dortmund è stato ripreso da Iker Casillas per i suoi interventi troppo rudi ai danni dei compagni (meglio, ex compagni) di squadra. L'operazione potrebbe chiudersi a breve. Secondo i media spagnoli con l'Inter è già concluso, ora il club nerazzurro deve trovare solo l'intesa con il giocatore. L'ultimo ostacolo è a proposito dell'ingaggio. A quanto pare, Snejider vuole 4 milioni di euro, Moratti invece non sembra disposto a dargliene più di 3,5. Probabile che anche questo ultimo problema venga superato in fretta, anche perché opponendosi al volere del Real il giocatore rischia di passare una stagione ai margini. Il che, nell'anno che porta ai Mondiali, è un lusso che nessuno può permettersi.
In serata, poi, è arrivato dal compagno di squadra Robben il saluto a Sneijder. Durante l'amichevole vinta 5-0 dalle merengues a Dortmund contro il Borussia (reti di Granero al 3',
Robben al 47', Higuaín al 73', Kaká su rigore al 76' e Raul all'89'), il connazionale gli ha dedicato il suo gol.
Fonte: corriere dello sport
In serata, poi, è arrivato dal compagno di squadra Robben il saluto a Sneijder. Durante l'amichevole vinta 5-0 dalle merengues a Dortmund contro il Borussia (reti di Granero al 3',
Robben al 47', Higuaín al 73', Kaká su rigore al 76' e Raul all'89'), il connazionale gli ha dedicato il suo gol.
Fonte: corriere dello sport
precampionato × pronostici
Siamo i lettori. Pronta la palla di lardo per la lettura del campionato?
"Eccola qua. Lardo altoatesino di seconda scelta".
Non ci sembra molto soddisfatto. Perché questa seconda scelta?
"L'Italia è in crisi o forse no, dipende da chi ha il microfono in mano. Il calcio italiano è in crisi. I giornali italiani sono in crisi. La parola d'ordine prima era contenere, adesso è tagliare. Mi è sembrato giusto dare il buon esempio e risparmiare sul lardo. Certo che, ve lo dico prima, la seconda scelta comporta una pasta con meno sfumature rosate: quelle sì erano belle da decifrare. Così, si va giù piatti".
Un attimo. L'anno scorso lei aveva detto, o letto: Inter e Juve 40%, Roma 10, Milan 6, Fiorentina 4. Qualche commento?
"Ho toppato la Roma, per il resto parla la classifica".
Ha anche detto che Ancelotti non sarebbe arrivato a Natale.
"Vero. C'è mancato il classico pelo, però".
Veniamo al presente. Percentuali, please.
"Un attimo, stavolta lo dico io. E' una lettura effettuata alla vigilia del campionato, ma col mercato aperto fino al 31 agosto. Crisi o no, qualche colpetto qualche squadra lo può fare. Posso escludere che il Chievo compri Messi, ma che ne so se al Milan arriva un centrocampista di corsa o alla Roma un difensore presentabile? Non lo so. Quindi, hic et nunc, come dicono quelli col singhiozzo, la lettura-scudetto è questa: Inter 85 %, Juventus 15".
Tutto qui?
"Se volete intavolare trattative, posso fare 80 e 20 come 90 e 10, il succo non cambia. Troppo più forte l'Inter, anche se la Juve s'è rinforzata mica male".
Lei dice Inter, anche se è partito Ibrahimovic?
"Sì, e aggiungo che, stranamente, Moratti ha fatto un buon affare".
Anche lei, immaginiamo, si unirà al coro delle lamentazioni: via Ibra, via Kakà, spettacolo più povero.
"Non mi unii né mi unirò. Più della fuga dei piedi mi preoccupa quella dei cervelli".
Non la butti sul sociale, stiamo al pallone.
"Lo prendo al balzo. Roba fresca, quasi di giornata. La polemica Mourinho-Lippi è il più autentico spot sul campionato. Più chiacchiere che gioco. Un manifesto potrebbe essere l'Urlo di Munch, a patto di trasformare l'urlo in uno sbadiglio immenso, grande più o meno come Alessandria. L'Inter già vinceva con tanti punti di vantaggio, ora s'è pure rinforzata: Lucio, Eto'o più i due del Genoa che mi piacciono parecchio. In Italia, contro una squadra così resta un secondo posto dignitoso per la Juve e le briciole agli altri. La noia sarà interrotta da un Cagliari che vince a San Siro, da un Bari che vince a Torino, da una lotta, questa sì interessante, dal terzo all'ottavo posto".
Cosa dice il lardo di seconda mano?
"Che il Genoa è sempre forte, anche se a Gasperini servirà un altro mesetto per dimostrarlo. Che la Fiorentina, pur avvantaggiata dalla cessione di Felipe Melo, è meno forte. Che la Roma non può essere più debole e quindi sarà più forte, ma non si legge bene se a tratti o in permanenza, che il Napoli ha fatto un'ottima campagna-acquisti, che a proposito di Napoli faccio gli auguri a Reja che va ad allenare l'Hajduk, che l'Udinese era e resta una bella squadra, che m'aspetto di più da Palermo, Samp e Lazio. Che un titolo, con un po' di fortuna, se l'è già portata a casa".
E a Mourinho la cosa non è piaciuta.
"Una carpa ha più senso dell'umorismo di Mourinho, dovreste saperlo".
Ma lei con chi sta, tra Lippi e Mourinho?
"Sto per conto mio, mi sembra di essere all'asilo. Non avendo più sottomano Ancelotti, Beretta e Ranieri, con qualcun altro Mourinho aveva l'esigenza di arruffare il pelo. A lui va bene tutto, purché non si parli dell'Inter".
E perché?
"Perché il suo inquilino, Furbinho, non contento di essere l'allenatore più pagato e meno discusso della galassia, ha ottenuto un ritocco (immeritato) da Moratti sbandierando il fantasmino di Perez. Ma Mourinho sa che questa volta il lavoro serio tocca a lui, ed è quello che prima o poi si chiede a tutti quelli che fanno il suo mestiere: dare un gioco alla squadra.
Finiti i tempi di palla lunga e poi Ibra pensaci tu. Di tutte le squadre candidate a vincere la Champions l'Inter è quella con la miglior difesa. E' già molto, ma non basta. Più rileggo la palla di lardo più mi convinco che la vera incognita, nell'Inter è l'allenatore. Ve lo metto nero su bianco. Anzi, per evitare equivoci, nero su azzurro".
Scusi tanto, ma se Mourinho, che lei bistratta, ha meno senso dell'umorismo di una carpa, Lippi a che livello è?
"Tira a carpare, ma torno a dire che il livello è degno di un asilo o di un assillo. O Mourinho crede che a un ct che dà per favorita la Juve facciano eco 14 arbitri che ogni domenica le fischiano tre rigori a favore? In un paese specializzato nel far parlare tutti di tutto, che Lippi abbia il cuore più juventino che interista è risaputo. E se Mourinho avesse dichiarato che ai mondiali l'Italia uscirà al primo turno, sarei curioso di sapere cos'avrebbe detto Lippi. Infine, e sempre per chiarire: io non bistratto Mourinho, io l'aspetto. E' un maestro, dicono tutti. Va bene, ma cosa insegna?
Calcio, finora, non direi".
Non s'è parlato di Milan.
"Perché non mi sono ancora riavuto dalla tirata sul salary cap fatta da Berlusconi. Bel pulpito, siamo sempre lì. Da Lentini ai 4 milioni d'ingaggio a Dida, il Milan non è stato un grande esempio di oculata amministrazione. Un affare i tre olandesi, ma poi quanti soldi sbattuti dalla finestra? Non pago, Berlusconi ha paragonato Ronaldinho a Usain Bolt. Almeno una differenza mi viene in mente: Bolt corre".
E quindi?
"Quindi la situazione somiglia molto a quella già vissuta. C'è un allenatore nuovo, giovane, di primo pelo e in questo Leonardo vale Ferrara, ma Ferrara mi sembra più uomo di campo e la Juve ha una mentalità più operaia rispetto al Milan, quindi Ferrara è lievemente avvantaggiato. Per la Juve leggo un seguito di crescita, per il Milan un anno di transizione o di assestamento. Fossi Leonardo, punterei le fiches sul tavolo europeo. Auguri a entrambi, non è facile rimpiazzare due monumenti come Ranieri e Ancelotti".
Altro?
"Ovvio: Atalanta, Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Chievo, Livorno, Parma e Siena lotteranno per evitare la B, il Parma forse un po' meno. Infine, non scelti in primissima fila, dieci giocatori che faranno un grande campionato, cinque italiani e cinque no: Marchisio, Pellissier, Matri, Guberti, Diamanti se non va in Inghilterra, Asamoah, Tissone, Zuniga, Onyewu e Kharja".
Fonte: repubblica.it
"Eccola qua. Lardo altoatesino di seconda scelta".
Non ci sembra molto soddisfatto. Perché questa seconda scelta?
"L'Italia è in crisi o forse no, dipende da chi ha il microfono in mano. Il calcio italiano è in crisi. I giornali italiani sono in crisi. La parola d'ordine prima era contenere, adesso è tagliare. Mi è sembrato giusto dare il buon esempio e risparmiare sul lardo. Certo che, ve lo dico prima, la seconda scelta comporta una pasta con meno sfumature rosate: quelle sì erano belle da decifrare. Così, si va giù piatti".
Un attimo. L'anno scorso lei aveva detto, o letto: Inter e Juve 40%, Roma 10, Milan 6, Fiorentina 4. Qualche commento?
"Ho toppato la Roma, per il resto parla la classifica".
Ha anche detto che Ancelotti non sarebbe arrivato a Natale.
"Vero. C'è mancato il classico pelo, però".
Veniamo al presente. Percentuali, please.
"Un attimo, stavolta lo dico io. E' una lettura effettuata alla vigilia del campionato, ma col mercato aperto fino al 31 agosto. Crisi o no, qualche colpetto qualche squadra lo può fare. Posso escludere che il Chievo compri Messi, ma che ne so se al Milan arriva un centrocampista di corsa o alla Roma un difensore presentabile? Non lo so. Quindi, hic et nunc, come dicono quelli col singhiozzo, la lettura-scudetto è questa: Inter 85 %, Juventus 15".
Tutto qui?
"Se volete intavolare trattative, posso fare 80 e 20 come 90 e 10, il succo non cambia. Troppo più forte l'Inter, anche se la Juve s'è rinforzata mica male".
Lei dice Inter, anche se è partito Ibrahimovic?
"Sì, e aggiungo che, stranamente, Moratti ha fatto un buon affare".
Anche lei, immaginiamo, si unirà al coro delle lamentazioni: via Ibra, via Kakà, spettacolo più povero.
"Non mi unii né mi unirò. Più della fuga dei piedi mi preoccupa quella dei cervelli".
Non la butti sul sociale, stiamo al pallone.
"Lo prendo al balzo. Roba fresca, quasi di giornata. La polemica Mourinho-Lippi è il più autentico spot sul campionato. Più chiacchiere che gioco. Un manifesto potrebbe essere l'Urlo di Munch, a patto di trasformare l'urlo in uno sbadiglio immenso, grande più o meno come Alessandria. L'Inter già vinceva con tanti punti di vantaggio, ora s'è pure rinforzata: Lucio, Eto'o più i due del Genoa che mi piacciono parecchio. In Italia, contro una squadra così resta un secondo posto dignitoso per la Juve e le briciole agli altri. La noia sarà interrotta da un Cagliari che vince a San Siro, da un Bari che vince a Torino, da una lotta, questa sì interessante, dal terzo all'ottavo posto".
Cosa dice il lardo di seconda mano?
"Che il Genoa è sempre forte, anche se a Gasperini servirà un altro mesetto per dimostrarlo. Che la Fiorentina, pur avvantaggiata dalla cessione di Felipe Melo, è meno forte. Che la Roma non può essere più debole e quindi sarà più forte, ma non si legge bene se a tratti o in permanenza, che il Napoli ha fatto un'ottima campagna-acquisti, che a proposito di Napoli faccio gli auguri a Reja che va ad allenare l'Hajduk, che l'Udinese era e resta una bella squadra, che m'aspetto di più da Palermo, Samp e Lazio. Che un titolo, con un po' di fortuna, se l'è già portata a casa".
E a Mourinho la cosa non è piaciuta.
"Una carpa ha più senso dell'umorismo di Mourinho, dovreste saperlo".
Ma lei con chi sta, tra Lippi e Mourinho?
"Sto per conto mio, mi sembra di essere all'asilo. Non avendo più sottomano Ancelotti, Beretta e Ranieri, con qualcun altro Mourinho aveva l'esigenza di arruffare il pelo. A lui va bene tutto, purché non si parli dell'Inter".
E perché?
"Perché il suo inquilino, Furbinho, non contento di essere l'allenatore più pagato e meno discusso della galassia, ha ottenuto un ritocco (immeritato) da Moratti sbandierando il fantasmino di Perez. Ma Mourinho sa che questa volta il lavoro serio tocca a lui, ed è quello che prima o poi si chiede a tutti quelli che fanno il suo mestiere: dare un gioco alla squadra.
Finiti i tempi di palla lunga e poi Ibra pensaci tu. Di tutte le squadre candidate a vincere la Champions l'Inter è quella con la miglior difesa. E' già molto, ma non basta. Più rileggo la palla di lardo più mi convinco che la vera incognita, nell'Inter è l'allenatore. Ve lo metto nero su bianco. Anzi, per evitare equivoci, nero su azzurro".
Scusi tanto, ma se Mourinho, che lei bistratta, ha meno senso dell'umorismo di una carpa, Lippi a che livello è?
"Tira a carpare, ma torno a dire che il livello è degno di un asilo o di un assillo. O Mourinho crede che a un ct che dà per favorita la Juve facciano eco 14 arbitri che ogni domenica le fischiano tre rigori a favore? In un paese specializzato nel far parlare tutti di tutto, che Lippi abbia il cuore più juventino che interista è risaputo. E se Mourinho avesse dichiarato che ai mondiali l'Italia uscirà al primo turno, sarei curioso di sapere cos'avrebbe detto Lippi. Infine, e sempre per chiarire: io non bistratto Mourinho, io l'aspetto. E' un maestro, dicono tutti. Va bene, ma cosa insegna?
Calcio, finora, non direi".
Non s'è parlato di Milan.
"Perché non mi sono ancora riavuto dalla tirata sul salary cap fatta da Berlusconi. Bel pulpito, siamo sempre lì. Da Lentini ai 4 milioni d'ingaggio a Dida, il Milan non è stato un grande esempio di oculata amministrazione. Un affare i tre olandesi, ma poi quanti soldi sbattuti dalla finestra? Non pago, Berlusconi ha paragonato Ronaldinho a Usain Bolt. Almeno una differenza mi viene in mente: Bolt corre".
E quindi?
"Quindi la situazione somiglia molto a quella già vissuta. C'è un allenatore nuovo, giovane, di primo pelo e in questo Leonardo vale Ferrara, ma Ferrara mi sembra più uomo di campo e la Juve ha una mentalità più operaia rispetto al Milan, quindi Ferrara è lievemente avvantaggiato. Per la Juve leggo un seguito di crescita, per il Milan un anno di transizione o di assestamento. Fossi Leonardo, punterei le fiches sul tavolo europeo. Auguri a entrambi, non è facile rimpiazzare due monumenti come Ranieri e Ancelotti".
Altro?
"Ovvio: Atalanta, Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Chievo, Livorno, Parma e Siena lotteranno per evitare la B, il Parma forse un po' meno. Infine, non scelti in primissima fila, dieci giocatori che faranno un grande campionato, cinque italiani e cinque no: Marchisio, Pellissier, Matri, Guberti, Diamanti se non va in Inghilterra, Asamoah, Tissone, Zuniga, Onyewu e Kharja".
Fonte: repubblica.it
allenatori × news
A San Pietroburgo va di moda il made in Italy. Dopo l'acquisto di Alessandro Rosina, lo Zenit infatti sta stringendo per portare in panchina Roberto Mancini e vorrebbe colmare il vuoto creatosi in attacco con la partenza di Pavel Pogrebnyak puntando su Mario Balotelli. Se appare impossibile arrivare all'azzurrino (sbarcato giusto ieri in Russia per l'amichevole di domani con l'Under 21), la pista Mancini è molto più praticabile.
MADE IN ITALY — Tra il tecnico di Jesi e i dirigenti dello Zenit ci sono già stati alcuni contatti. I russi in un primo momento pensavano a dicembre, in vista del prossimo campionato. Ma l'esonero dell'olandese Dick Advocaat («Dopo la decisione del tecnico di assumere la guida della nazionale belga - ha spiegato la dirigenza in una nota - i risultati dello Zenit sono peggiorati sensibilmente») ha cambiato lo scenario. Ad interim siederà in panchina Anatoliy Davidov, il tecnico della Primavera, vecchia bandiera del club che nel 1999 condusse alla vittoria della Coppa di Russia. Davidov sarà comunque un traghettatore, visto che si punta a un nome di spessore. E piace molto la scuola italiana. Si è parlato di contatti anche con Zaccheroni e Ranieri (gli interessati negano), mentre nei mesi scorsi c'è stato un incontro con Spalletti e di recente con Conte, che però ha rifiutato perché mancavano garanzie sulla prossima stagione. Roberto Mancini, attualmente in vacanza all'estero, resta la prima scelta e di recente gli è stato proposto un contratto quadriennale a 3,5 milioni netti a stagione, più una serie di premi legati ai risultati.
PIU' FACILE A DICEMBRE — Il tecnico non ha detto no, ma nemmeno sì, anche perché tutto passa inevitabilmente dall'Inter, cui Mancini è legato da un contratto per altri tre anni a sei milioni netti a stagione. L'ultimo contatto con i dirigenti nerazzurri risale a tre mesi fa, quando si parlò di un interesse del Manchester City. Ovvio che l'allenatore si aspetti che l'Inter gli corrisponda una buonuscita, o addirittura la differenza tra i due contratti. Visto che il campionato russo termina a dicembre, è comunque difficile che Mancini accetti di riprendere in corsa. A preoccuparlo non è tanto il valore tecnico dello Zenit - che dopo diciassette dei 30 turni previsti è settimo, con 10 punti di ritardo sulla capolista Rubin Kazan - quanto appunto il fatto che mancherebbero i tempi tecnici per chiudere il contenzioso con l'Inter.
SORPRESA KORNEEV — Ma attenti al terzo incomodo. Da due settimane infatti il nuovo direttore sportivo dello Zenit è Igor Korneev. Oltre che un ex giocatore del Cska Mosca, Korneev è infatti uno degli assistenti di Guus Hiddink, selezionatore della nazionale russa. Il peso di Korneev si è visto di recente, appunto con la cacciata di Advocaat, che si era lamentato di non essere stato consultato sul mercato (vedi Rosina). Ecco che, soprattutto se Mancini dovesse perdere troppo tempo, non è da escludere un utilizzo di Korneev nella doppia veste di tecnico e dirigente.
Fonte: Gazzetta dello sport
MADE IN ITALY — Tra il tecnico di Jesi e i dirigenti dello Zenit ci sono già stati alcuni contatti. I russi in un primo momento pensavano a dicembre, in vista del prossimo campionato. Ma l'esonero dell'olandese Dick Advocaat («Dopo la decisione del tecnico di assumere la guida della nazionale belga - ha spiegato la dirigenza in una nota - i risultati dello Zenit sono peggiorati sensibilmente») ha cambiato lo scenario. Ad interim siederà in panchina Anatoliy Davidov, il tecnico della Primavera, vecchia bandiera del club che nel 1999 condusse alla vittoria della Coppa di Russia. Davidov sarà comunque un traghettatore, visto che si punta a un nome di spessore. E piace molto la scuola italiana. Si è parlato di contatti anche con Zaccheroni e Ranieri (gli interessati negano), mentre nei mesi scorsi c'è stato un incontro con Spalletti e di recente con Conte, che però ha rifiutato perché mancavano garanzie sulla prossima stagione. Roberto Mancini, attualmente in vacanza all'estero, resta la prima scelta e di recente gli è stato proposto un contratto quadriennale a 3,5 milioni netti a stagione, più una serie di premi legati ai risultati.
PIU' FACILE A DICEMBRE — Il tecnico non ha detto no, ma nemmeno sì, anche perché tutto passa inevitabilmente dall'Inter, cui Mancini è legato da un contratto per altri tre anni a sei milioni netti a stagione. L'ultimo contatto con i dirigenti nerazzurri risale a tre mesi fa, quando si parlò di un interesse del Manchester City. Ovvio che l'allenatore si aspetti che l'Inter gli corrisponda una buonuscita, o addirittura la differenza tra i due contratti. Visto che il campionato russo termina a dicembre, è comunque difficile che Mancini accetti di riprendere in corsa. A preoccuparlo non è tanto il valore tecnico dello Zenit - che dopo diciassette dei 30 turni previsti è settimo, con 10 punti di ritardo sulla capolista Rubin Kazan - quanto appunto il fatto che mancherebbero i tempi tecnici per chiudere il contenzioso con l'Inter.
SORPRESA KORNEEV — Ma attenti al terzo incomodo. Da due settimane infatti il nuovo direttore sportivo dello Zenit è Igor Korneev. Oltre che un ex giocatore del Cska Mosca, Korneev è infatti uno degli assistenti di Guus Hiddink, selezionatore della nazionale russa. Il peso di Korneev si è visto di recente, appunto con la cacciata di Advocaat, che si era lamentato di non essere stato consultato sul mercato (vedi Rosina). Ecco che, soprattutto se Mancini dovesse perdere troppo tempo, non è da escludere un utilizzo di Korneev nella doppia veste di tecnico e dirigente.
Fonte: Gazzetta dello sport
precampionato
Onore alla Lazio che vince la Supercoppa in terra cinese, giusto, complimenti per il primo trofeo stagionale che prende la strada di Roma contro i campioni d’Italia, siamo d’accordo, ma quello che si è visto in campo onestamente non si rispecchia nel risultato finale.
La squadra del presidente Lotito è stata brava a cercare di sfruttare le sue uniche armi contro i nerazzurri, centrocampo folto e lanci per innescare Zarate e Rocchi, se non fosse che la tattica non stava funzionando, l’Inter piano piano è diventata padrona assoluta del campo con fasi del secondo tempo di vero e proprio assedio in cui il portierino Muslera si è più volte esaltato risultando il migliore dei biancocelesti, e basterebbe questo a fotografare l’andamento dell’incontro, ma in più si potrebbero sommare la percentuale del possesso palla che ha raggiunto il 60% in favore di Zanetti e compagni e il triplo dei calci d’angolo ottenuti.
Ed invece basta un triplo rimpallo (barriera- piede di Lucio e faccia di Matuzalem) per l’1-0 biancoceleste e la solita distrazione di Cristian Chivu in compartecipazione con Julio Cesar (cosa ci faceva al limite dell’area?) per la seconda rete che lascia esterrefatti i tifosi, come dire: Ma non stavamo dominando noi?
Ma il calcio e questo, i numeri e le statistiche non portano trofei ed il primo va alla Lazio, quindi quel briciolo di amarezza per la sconfitta che è normale ci sia in casa nerazzurra deve presto essere digerito in favore di un attento esame delle occasioni fallite nel primo tempo da Muntari a porta aperta, dei colpi di testa di Lucio sventati dal portiere o usciti di poco, della palla di Samuel Eto’ò uscita di niente fino alle due palle rete fallite da Stankovic nel primo tempo, tutto questo insieme di gol falliti o evitati dalla difesa avversaria porta ad una conclusione molto promettente per il futuro della squadra di corso Vittorio Emanuele:
Questa squadra ha un gioco, gira e funziona e l’intesa Milito-Eto’ò cresce in maniera esponenziale.
IL GIOCO: Ancora in fase di studio si capisce chiaramente, ma l’impostazione nerazzurra è completamente cambiata, lo schema palla-ad-Ibra grazie a Dio e volato a Barcellona con il suo personale e favoloso interprete, adesso la manovra si costruisce da dietro, la palla corre per vie terrene ed in porta ci si arriva con il gioco e con la classe del singolo, e a mio modesto parere questo è calcio o almeno quello che mi piace. Purtroppo con questa impostazione si evidenziano due aspetti, i limiti nel palleggio di Muntari e l’assenza del suggeritore dietro le punte che Mourinho tanto invoca e che alla fine si deciderà tra Van der Vaart e Rakitic, dato che l’uomo ideale per il ruolo, Snejider, costa troppo.
I SINGOLI: Ottimi i nuovi acquisti Lucio ed Eto'o, in ritardo Maicon e Thiago Motta anche forse per la stazza fisica che richiederà più tempo per carburare. Stupisce invece la sicurezza con cui il centrale brasiliano sembra già il “padrone di casa” nell’area nerazzurra mostrando sicurezza, classe e quella giusta dose di cattiveria. Idem per Etò’ò, che se gioca già così ad agosto c’è di che essere molto molto ottimisti, anche perché sia Milito che Balotelli sembrano trovarsi bene con il camerunese che a differenze dello svedese non si mangia i compagni di attacco accentrando tutto il gioco su di se ma ne esalta le caratteristiche trovando anche il modo di timbrare il cartellino per il suo primo gol nerazzurro.
MOURINHO: Non sbaglia la formazione, mette quella più logica, anche se Santon mi sarebbe piaciuto in campo e Chivu non mi esalta in coppia con Lucio. Alla fine li butta tutti dentro come al solito e quasi recupera la partita. Un unico appunto, cerchi fuori dal campo di moderare o quantomeno mascherare il suo nervosismo per le scelte e le mosse di calciomercato della società. Se lo metta in testa, farsi prendere per la gola per un 32enne a fine carriera come Deco che non più di un anno fa rifiutava l’Inter per il Chelsea non si può, il trequartista arriverà ma alla fine del mercato in piena fase di “saldi”, infelice poi la frase sul giovane Arnautovic, dire che fa “parte dello staff medico e non della squadra per ora” non è proprio il massimo per presentare un investimento da 9 milioni….Quaresma in società se lo ricordano ancora, quindi è chiaro che ci sia prudenza prima di spendere.
Fonte: goal.com
La squadra del presidente Lotito è stata brava a cercare di sfruttare le sue uniche armi contro i nerazzurri, centrocampo folto e lanci per innescare Zarate e Rocchi, se non fosse che la tattica non stava funzionando, l’Inter piano piano è diventata padrona assoluta del campo con fasi del secondo tempo di vero e proprio assedio in cui il portierino Muslera si è più volte esaltato risultando il migliore dei biancocelesti, e basterebbe questo a fotografare l’andamento dell’incontro, ma in più si potrebbero sommare la percentuale del possesso palla che ha raggiunto il 60% in favore di Zanetti e compagni e il triplo dei calci d’angolo ottenuti.
Ed invece basta un triplo rimpallo (barriera- piede di Lucio e faccia di Matuzalem) per l’1-0 biancoceleste e la solita distrazione di Cristian Chivu in compartecipazione con Julio Cesar (cosa ci faceva al limite dell’area?) per la seconda rete che lascia esterrefatti i tifosi, come dire: Ma non stavamo dominando noi?
Ma il calcio e questo, i numeri e le statistiche non portano trofei ed il primo va alla Lazio, quindi quel briciolo di amarezza per la sconfitta che è normale ci sia in casa nerazzurra deve presto essere digerito in favore di un attento esame delle occasioni fallite nel primo tempo da Muntari a porta aperta, dei colpi di testa di Lucio sventati dal portiere o usciti di poco, della palla di Samuel Eto’ò uscita di niente fino alle due palle rete fallite da Stankovic nel primo tempo, tutto questo insieme di gol falliti o evitati dalla difesa avversaria porta ad una conclusione molto promettente per il futuro della squadra di corso Vittorio Emanuele:
Questa squadra ha un gioco, gira e funziona e l’intesa Milito-Eto’ò cresce in maniera esponenziale.
IL GIOCO: Ancora in fase di studio si capisce chiaramente, ma l’impostazione nerazzurra è completamente cambiata, lo schema palla-ad-Ibra grazie a Dio e volato a Barcellona con il suo personale e favoloso interprete, adesso la manovra si costruisce da dietro, la palla corre per vie terrene ed in porta ci si arriva con il gioco e con la classe del singolo, e a mio modesto parere questo è calcio o almeno quello che mi piace. Purtroppo con questa impostazione si evidenziano due aspetti, i limiti nel palleggio di Muntari e l’assenza del suggeritore dietro le punte che Mourinho tanto invoca e che alla fine si deciderà tra Van der Vaart e Rakitic, dato che l’uomo ideale per il ruolo, Snejider, costa troppo.
I SINGOLI: Ottimi i nuovi acquisti Lucio ed Eto'o, in ritardo Maicon e Thiago Motta anche forse per la stazza fisica che richiederà più tempo per carburare. Stupisce invece la sicurezza con cui il centrale brasiliano sembra già il “padrone di casa” nell’area nerazzurra mostrando sicurezza, classe e quella giusta dose di cattiveria. Idem per Etò’ò, che se gioca già così ad agosto c’è di che essere molto molto ottimisti, anche perché sia Milito che Balotelli sembrano trovarsi bene con il camerunese che a differenze dello svedese non si mangia i compagni di attacco accentrando tutto il gioco su di se ma ne esalta le caratteristiche trovando anche il modo di timbrare il cartellino per il suo primo gol nerazzurro.
MOURINHO: Non sbaglia la formazione, mette quella più logica, anche se Santon mi sarebbe piaciuto in campo e Chivu non mi esalta in coppia con Lucio. Alla fine li butta tutti dentro come al solito e quasi recupera la partita. Un unico appunto, cerchi fuori dal campo di moderare o quantomeno mascherare il suo nervosismo per le scelte e le mosse di calciomercato della società. Se lo metta in testa, farsi prendere per la gola per un 32enne a fine carriera come Deco che non più di un anno fa rifiutava l’Inter per il Chelsea non si può, il trequartista arriverà ma alla fine del mercato in piena fase di “saldi”, infelice poi la frase sul giovane Arnautovic, dire che fa “parte dello staff medico e non della squadra per ora” non è proprio il massimo per presentare un investimento da 9 milioni….Quaresma in società se lo ricordano ancora, quindi è chiaro che ci sia prudenza prima di spendere.
Fonte: goal.com
calciomercato
Da tempo Jose' Mourinho esterna la necessita' di un altro acquisto per la sua Inter che vuole vincere anche in Europa: il tecnico portoghese e' in cerca di un centrocampista offensivo. L'ideale sembra essere Rafael van der Vaart ma dalla Spagna arrivano notizia su un altro pezzo pregiato del Real Madrid: l'esterno offensivo Wesley Sneijder. Il quotidiano 'Marca' racconta di una richiesta di 25 milioni di euro formulata ai nerazzurri dal direttore generale delle merengues Jorge Valdano per cedere l'olandese. I nerazzurri devono fare anche i conti con il futuro di Victor Obinna: sfumato il trasferimento al Napoli, il 22enne nigeriano potrebbe fare le valigie destinazione Inghilterra. Stando al 'Daily Mail', sia l'Everton sia il Tottenham sono sulle tracce del giocatore. Il costo del cartellino di Obinna si aggirerebbe intorno ai 3 milioni di sterline, poco piu' di 4 milioni di euro. Dopo il clamore dei primi giorni, intanto, il Real Madrid sembra stia lavorando in silenzio per l'ennesimo grande colpo che regalerebbe a Pellegrini una squadra da sogno: Franck Ribery. Secondo il quotidiano spagnolo 'As', Perez e il giocatore avrebbero gia' raggiunto un preaccordo.
Ribery firmerebbe un contratto di cinque anni, mentre il costo del cartellino non andrebbe oltre i 25 milioni di euro. Difficile, ma non impossibile che il Barcellona convinca l'Arsenal a privarsi del suo pezzo piu' pregiato: quel Cesc Fabregas che piace tanto anche al Milan ma il cui costo appare decisamente proibitivo. Secondo la radio catalana 'Ona FM' Joan Laporta sarebbe pronto a mettere sul piatto trenta milioni di euro per il centrocampista dei Gunners. La cifra potrebbe comunque essere troppo bassa per convincere Wenger a perdere anche Fabregas dopo Adebayor e Toure' (entrambi accasatisi al Manchester City).
Fonte: AGI
Ribery firmerebbe un contratto di cinque anni, mentre il costo del cartellino non andrebbe oltre i 25 milioni di euro. Difficile, ma non impossibile che il Barcellona convinca l'Arsenal a privarsi del suo pezzo piu' pregiato: quel Cesc Fabregas che piace tanto anche al Milan ma il cui costo appare decisamente proibitivo. Secondo la radio catalana 'Ona FM' Joan Laporta sarebbe pronto a mettere sul piatto trenta milioni di euro per il centrocampista dei Gunners. La cifra potrebbe comunque essere troppo bassa per convincere Wenger a perdere anche Fabregas dopo Adebayor e Toure' (entrambi accasatisi al Manchester City).
Fonte: AGI
supercoppa italia
"Mi e' piaciuto tutto di questa gara, l'unica cosa che non mi e' piaciuta e' il risultato". Come il suo allenatore, anche Javier Zanetti applaude l'Inter nonostante la sconfitta nella Supercoppa Italiana. "E' stata una partita bellissima, la mia squadra ha dimostrato una grande qualita' di gioco - il commento a fine partita del capitano nerazzurro - non abbiamo concesso spazi all'avversario, lo abbiamo costretto a disputare una partita in difesa. L'Inter ha creato infinite situazioni pericolose per i biancocelesti, prima che la Lazio passasse in vantaggio, ma anche dopo, non ci siamo mai persi d'animo e abbiamo creato tantissime occasioni. La Lazio, invece, ha sfruttato le uniche due che le sono capitate durante l'intera partita e le e' andata bene". Insomma, nonostante la sconfitta amara, c'e' di che essere ottimisti per il prosieguo della stagione. "Sono tranquillo e orgoglioso della mia Inter - conclude Zanetti - ho visto la squadra capace di interpretare perfettamente i meccanismi di gioco che abbiamo intenzione di sviluppare nella nuova stagione, nonostante lavoriamo tutti insieme da pochissimo tempo".
Fonte: AGI
Fonte: AGI
pronostici × scommesse
Ecco, da BWIN, le quote per il vincitore del prossimo scudetto. La Juve sta recuperando ma resta l'Inter la superfavorita per il titolo. Continuano a scendere le quotazioni del Milan. Ecco in dettaglio tutte le quote:
Serie A 2009/2010 - Vincitore
Inter 1.90
Juventus 3.25
Milan 3.50
Roma 19.00
Fiorentina 41.00
Napoli 70.00
Genoa 90.00
fonte: calciomercato.com
Serie A 2009/2010 - Vincitore
Inter 1.90
Juventus 3.25
Milan 3.50
Roma 19.00
Fiorentina 41.00
Napoli 70.00
Genoa 90.00
fonte: calciomercato.com
Moratti
Mino Raiola, dopo le cessioni di Ibra e Maxwell al Barcellona, parla del suo rapporto con Massimo Moratti a Il Giornale: "Io con lui non ho mai avuto un diverbio, neppure una discussione. Intanto all'Inter c'è ancora Kerlon, un mio assistito". Poi Raiola svela un retroscena importante sulla trattativa che portò Ibra dalla Juve all'Inter: "Massimo Moratti comprò Ibra con un gesto di classe. Ibra venne all'Inter perchè al Real ci sarebbe andato con la rescissione del contratto, invece il presidente dell'Inter non volle saperne di questa soluzione e pagò 26 milioni alla Juventus che altrimenti non avrebbe visto un euro".
Fonte: sport.virgilio.it
Fonte: sport.virgilio.it
supercoppa italia
La Supercoppa Italiana «Potrebbe essere il nostro primo trofeo della nuova stagione, quindi il modo migliore per iniziare l’anno calcistico». Javier Zanetti sulla scaletta dell’aereo ha battezzato con questa dichiarazione il viaggio verso Pechino dove sabato l’Inter al National Stadium affronta la Lazio per la Supercoppa alle 20 locali (diretta tv su Raiuno), corrispondenti alle 14 italiane. «Credo ci siano tutte le condizioni per fare una buona partita. Se ci penalizzerà il fatto di disputare questa gara in Cina? Non penso. È vero, abbiamo viaggiato tanto, ma credo che la cosa più importante sia saper lavorare bene, noi l’abbiamo fatto e andremo lì per vincere. Il campionato? Come sempre sarà il campo a decidere. La Juve è una grande squadra, si è rinforzata così come ha fatto l’Inter e come farà il Milan. Eto'o? È un bravissimo ragazzo - ha concluso il capitano -. Si allena con tanto impegno ed è davvero in gamba».
Si era concluso da poche ore il primo allenamento della settimana, l’ultimo in Italia sotto una pioggia fittissima. Reattività e velocità i principi sui quali José e il suo staff hanno organizzato il lavoro del gruppo subito dopo il riscaldamento. Seduta di circa 40 minuti proseguita con un lavoro di forza e potenza. Josè ha portato con sé 24 giocatori, escludendo Rivas, Obinna e Kerlon: Julio Cesar, Orlandoni, Toldo, Burdisso, Cordoba, Chivu, Lucio, Maicon, Materazzi, Samuel, Santon, Zanetti, Cambiasso, Krhin, Mancini, Thiago Motta, Muntari, Quaresma, Stankovic, Vieira, Balotelli, Eto'o, Milito e Suazo.
Fino a pochi giorni fa uno del clan argentino, sabato avversario, ecco cosa Zanetti pensa di Julio Cruz: «Se avrà desiderio di vendetta? Non la chiamerei vendetta, Julio ha sempre lavorato molto bene e dalla nostra squadra ha sempre avuto il maggior bene possibile. Gli auguro una grande stagione».
Fonte: il Giornale
Si era concluso da poche ore il primo allenamento della settimana, l’ultimo in Italia sotto una pioggia fittissima. Reattività e velocità i principi sui quali José e il suo staff hanno organizzato il lavoro del gruppo subito dopo il riscaldamento. Seduta di circa 40 minuti proseguita con un lavoro di forza e potenza. Josè ha portato con sé 24 giocatori, escludendo Rivas, Obinna e Kerlon: Julio Cesar, Orlandoni, Toldo, Burdisso, Cordoba, Chivu, Lucio, Maicon, Materazzi, Samuel, Santon, Zanetti, Cambiasso, Krhin, Mancini, Thiago Motta, Muntari, Quaresma, Stankovic, Vieira, Balotelli, Eto'o, Milito e Suazo.
Fino a pochi giorni fa uno del clan argentino, sabato avversario, ecco cosa Zanetti pensa di Julio Cruz: «Se avrà desiderio di vendetta? Non la chiamerei vendetta, Julio ha sempre lavorato molto bene e dalla nostra squadra ha sempre avuto il maggior bene possibile. Gli auguro una grande stagione».
Fonte: il Giornale
calciomercato
Wesley Sneijder davanti a tutti, e non di poco. L’Inter ha di fatto scelto l’uomo in più che potrebbe andare a completare una rosa già importante. Prima e dopo il gran rifiuto di Hleb, il torello olandese è sempre stato l’obiettivo numero uno di corso Vittorio Emanuele. Un passo più indietro Deco, poco aiutato dai suoi 32 anni e dal Chelsea: Roman Abramovich continua infatti a chiedere almeno 5 milioni per il cartellino del portoghese. Sono invece 25 gli anni del talento di Utrecht, centrocampista completo: piedi buoni, gran tiro dalla distanza, corsa, tanta corsa, quella necessaria per tenere i ritmi del calcio che conta e anche — da buon olandese — duttilità tattica e l’abitudine a giocare con e per la squadra.
LA TRATTATIVA — Inter e Real Madrid ne stanno parlando da qualche settimana. Florentino Perez vorrebbe portare a casa almeno 18 dei 27 milioni spesi nel 2007 dal suo predecessore (Calderon) per strapparlo all’Ajax. Impossibile averli subito, ma con Massimo Moratti sarebbe già stato raggiunto un accordo di massima: prestito oneroso (3-4 milioni) con diritto di riscatto già fissato proprio intorno ai 18 milioni. Manca ancora l’okay del giocatore, al momento piuttosto seccato con il Real per essere stato messo sul mercato magari con poca delicatezza.
WESLEY DA CONVINCERE — L’olandese è di umore nero, e di conseguenza per ora dimostra poca voglia di "collaborare" con un club che ha oggi il disperato bisogno di sfoltire una rosa stellare, tra l’altro in attesa di un nuovo pesante innesto, quello del regista del Liverpool Xabi Alonso. Marco Branca e Lele Oriali sono però convinti che con il passare dei giorni emergeranno inevitabilmente il buon senso e la voglia di riscatto del giocatore olandese, che considererà anche prestigio e qualità tecnica di un’Inter sulla carta sempre più vicina alle grandissime d’Europa. Insomma, i massimi vertici nerazzurri si aspettano una svolta definitiva prima di Ferragosto, magari appena dopo la Supercoppa italiana con la Lazio, in programma sabato prossimo a Pechino.
Wesley Sneijder, 25 anni. Afp
C'E' IL SI' DI MOU — Perché Sneijder è diventato il numero uno anche nella lista di José Mourinho? Al di là delle sue caratteristiche tecniche — già descritte in precedenza — per motivi più puramente tattici: perché Sneijder non è un trequartista puro (come non lo era il bielorusso Hleb, del resto) ma può tranquillamente essere impiegato in quella posizione e perché allo stesso tempo sarebbe perfetto come attaccante esterno nel 4-3-3. Cioè il sistema di gioco che il tecnico portoghese ha in mente per il futuro meno immediato. In questo senso Sneijder diventerebbe qualcosa in più di un’alternativa ai giocatori che Mourinho ha pensato finora come completamento del reparto di cui Eto’o e Milito sarebbero i due punti fermi: ovvero Balotelli e Quaresma. Il primo, in realtà, sarebbe nato per giocare nel tridente perché ha corsa, capacità di puntare l’uomo nell’uno contro uno e anche lui un gran tiro. Il problema è che stenta ancora molto dal punto di vista tattico, faticando a memorizzare e interpretare i meccanismi che sono presupposti fondamentali di quel sistema di gioco. Quanto a Quaresma, l’inizio stagione non è stato confortante né a livello di atteggiamento né, dunque, sotto il profilo dei risultati pratici: nelle prime amichevoli il portoghese ha dimostrato di non riuscire a svoltare anzitutto mentalmente e forse anche Mourinho, ormai, comincia a disperare...
Fonte: gazzetta.it
calciomercato
Nell'affare che ha portato Zlatan Ibrahimovic al Barcellona e Samuel Eto'o all'Inter a guadagnarci, alla fine, è stata proprio la società nerazzurra.
Questo quanto emerso dal sondaggio proposto da calciomercato.com ai suoi utenti. I navigatori, alla domanda "Affare Ibra-Eto'o. Chi ci ha guadagnato di più?", hanno risposto l'Inter nel 68% del caso (3749 voti totali), contro il 32% del Barcellona (1735 voti).
Certo, a dare il giudizio definitivo, come sempre, sarà poi il campo..
fonte: calciomercato.com
Questo quanto emerso dal sondaggio proposto da calciomercato.com ai suoi utenti. I navigatori, alla domanda "Affare Ibra-Eto'o. Chi ci ha guadagnato di più?", hanno risposto l'Inter nel 68% del caso (3749 voti totali), contro il 32% del Barcellona (1735 voti).
Certo, a dare il giudizio definitivo, come sempre, sarà poi il campo..
fonte: calciomercato.com